Nik il nero, il camionista videomaker

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Scambiati per due zelanti “iene”, due responsabili della comunicazione pentastellata hanno tampinato il direttore del Tg1 Mario Orfeo al fine di rimproverarlo per la sua presunta parzialità a svantaggio del Movimento. Uno dei due, assunto al Senato dal M5S, è una vecchia conoscenza delle cronache, ovvero Nicola Virzì, alias Nik il Nero, ex camionista e videomaker ora insediato in pianta stabile nelle Istituzioni a spese dei cittadini. Raccomandato qualche anno fa dall’amico Massimo Bugani, fedelissimo di Beppe Grillo, per un posto in regione Emilia Romagna, il Virzì (nessuna parentela con il regista) ha poi parcheggiato il Tir, è entrato in Senato e ha inanellato una serie di flop rimasti memorabili.

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La prima figuraccia colossale fu quella di proporre l’abolizione del voto agli ultrasessantenni, una boutade che gli scatenò contro tutto il web, e che fu stigmatizzata anche da gran parte dei simpatizzanti del M5s. Qualche tempo dopo, Nik il Nero fu l’indimenticato autore del video di Paola Taverna che fece ridere tutto il mondo (quello delle mille lire in cambio di un euro), innescando al tempo stesso una polemica piuttosto seria sullo sfruttamento del diritto d’autore. Il Virzì, infatti, ebbe l’idea geniale di utilizzare come colonna sonora del video il brano “Divenire” di Ludovico Einaudi, senza chiedere l’autorizzazione a quest’ultimo. Inutile dire che il maestro Einaudi lo sconfessò pubblicamente con un post durissimo, invitandolo a eliminare il brano in questione.

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Non contento della figuraccia colossale, l’ex camionista decise quindi di esplorare un nuovo approccio alla comunicazione, quello “organico”, e girò un video seduto sul WC di casa sua filmandosi alle prese con il quotidiano «La Repubblica», trasformato per l’occasione in carta igienica improvvisata. Come sottofondo, reduce dalla batosta di Einaudi, Virzì non scelse più un brano musicale bensì un jingle pubblicitario, quello della Tenderly. La popolare azienda produttrice di carta igienica si sentì tuttavia offesa dall’utilizzo inopportuno della propria immagine e, come il maestro Einaudi, prese pubblicamente le distanze dall’ex camionista imponendogli di cancellare il video.

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Chi sperava che, unico al mondo a essere stato sconfessato da un’azienda produttrice di carta igienica, Nik il Nero avesse raggiunto Macchia Nera e Gambadilegno nel magico mondo dei personaggi di cartone, è rimasto deluso vedendolo ricomparire alle costole del direttore del Tg1 in veste di “giornalista d’assalto” nel vero senso del termine. Il gesto è stato criticato aspramente da tutte le forze politiche, fra le accuse di squadrismo conclamato opera di esponenti del M5s pagati dai cittadini.

Marco Zonetti

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