Il soglio pontificio di Bonifacio VIII

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Il 23 Dicembre del 1294, in seguito al “gran rifiuto” del papa Celestino,  salì al soglio pontificio un uomo davvero singolare: il cardinale Benedetto Caetani, anagnino, il primo vero “papa re” della Storia. Il Conclave, insediato a Napoli, allora sede pontificia, fu composto da 23 cardinali, i quali espressero in pochi giorni la loro preferenza per il Caetani. Secoli dopo permane un giudizio generalmente negativo espresso su Bonifacio. La sua figura, tanto controversa, si procurò moltissimi nemici. Essi descrissero il Caetani come l’emblema del male in seno alla Chiesa. Fu accusato di tutto quello che solo un’indole corrotta e corruttrice potesse commettere: simonia, sodomia, eresia, assassinio del suo predecessore, Pietro da Morone (Celestino V).

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Dopo quasi 9 anni di pontificato, tanti furono gli avvenimenti che rimasero legati a Bonifacio VIII: il primo Giubileo del 1300; le dispute con Filippo il Bello, re di Francia; lo schiaffo di Anagni. Più memorabili furono le strofe cariche di aspro giudizio che i poeti vollero dedicare a Bonifacio VIII. Tra questi, Dante, il quale, scrivendo la sua Commedia, pose il Caetani nell’Inferno, vivo eppur già dannato. Così scrisse l’Alighieri: “Se’ tu già costì ritto, se’ tu già costì ritto, Bonifazio? Di parecchi anni mi mentì lo scritto. Se’ tu sì tosto di quell’aver sazio per lo qual non temesti tòrre a ‘nganno la bella donna , e poi di farne strazio?”.

Stefano Carta

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