L’Ancienne Italie

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“Da ragazzo sognavo sugli atlanti. Vi immaginavo viaggi e avventure… Questa è forse la ragione per cui da adulto ho deciso di visitare tutti i luoghi il cui nome aveva un tempo colpito la mia immaginazione, come Samarcanda o Tumbuctou, il fortino di Alamo o il Rio delle Amazzoni, e mi mancano ancora solo Mompracem e Casablanca”. In queste parole dello scrittore Umberto Eco c’è l’immensa passione per i vari sentieri che la fantasia può intraprendere. In quest’ottica, le mappe antiche forniscono un’affascinante materia prima per viaggiare con la mente. La linea imprecisa delle coste e dei fiumi, la posizione delle città trovano un contrasto nelle decorazioni, talvolta ricche, talvolta più spartane. La commistione di questi elementi porta alla creazione di pezzi unici.

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La piccola e stupenda mappa antica nella foto non fa eccezione. Si tratta di un’incisione in acquaforte rappresentante l'”Ancienne Italie”. Essa è stata tratta dalla “Description de l’Univers”, atlante stampato nel 1683. L’autore fu il cartografo e ingegnere francese Allain Manesson Mallet (1630-1706). Mallet, operante durante il regno del “Re Sole” Luigi XIV (1638-1715), si arruolò nell’esercito, successivamente si spostò in Portogallo dove fece carriera e divenne, con il passare del tempo, un esperto di fortificazioni militari. Tre sono i libri che ci ha lasciato: oltre la già citata “Description de l’Univers”, anche “Les Travaux de Mars ou l’Art de la Guerre” stampato nel 1684 e, infine, “La Géométrie pratique” del 1702. In tutte le opere è presente un ricco numero di mappe ed incisioni. Si tratta di testimonianze che lasciano un profondo senso di nostalgia per un’epoca dove l’uomo, assetato di conoscenza, tentava di esplorare il mondo e ne forniva un’appassionata  rappresentazione.

Stefano Carta

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