L’antico palazzo e il campanile

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I romani del primo Novecento che, uscendo dalla Porta di Piazza del Popolo, percorrevano la Via Flaminia, incontravano uno splendido palazzo neoclassico a due piani, segnato col numero 118. Questo palazzo appariva abbandonato come le case in procinto di essere abbattute. Non si conosce l’architetto della magnifica costruzione, ma doveva trattarsi di un uomo che conosceva l’arte. Bastava vedere le proporzioni delle finestre e l’armonico balcone sulla semplice porta. La villa guardava su un parco e fu una delle tante costruzioni che un tempo abbellivano i dintorni di Roma subito dopo le porte. Tuttavia, questo elegante esempio di villa romana neoclassica andò perduto, pare per strane ragioni.

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Piazza Farnese, si sa, è una piazza perfetta. Non v’è nulla da togliere né nulla da aggiungere. Tutto vi è ben distribuito che si ha l’impressione di guardare un bel frontespizio di un libro antico. Ma, chi può vantarsi di avere buon gusto per la bella architettura, è dall’inizio del secolo scorso che indica uno sbaffo nel margine della pagina dipinta, ed è il campanile che s’innalza sulla chiesetta di Santa Brigida. Un campanile in mattoni rossi e marmo bianco, costruito in quello starno stile familiare ai salesiani che si potrebbe definire “gotico-umbertino”, che poco si adatta alla storia della piazza che prende il nome dal cardinale Alessandro Farnese, che quando fu papa si fece chiamare Paolo III.

Jack Motta

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