30 aprile 1945: la fine di Adolf Hitler

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Mezzogiorno del trenta aprile 1945: Adolf Hitler, insieme alla moglie Eva Braun, si suicida nel bunker sotto la cancelleria del Reich a Berlino. Il ministro per la propaganda nazista, Joseph Goebbels, informò dell’accaduto il popolo tedesco, via radio: “Il Fuhrer è morto, combattendo fino all’ultimo contro i bolscevichi”. Non era immediatamente chiaro cosa fosse successo quel giorno. Adolf Hitler se n’era andato, in un modo o nell’altro. I giornali di tutto il mondo ipotizzarono varie teorie. Alcuni supposero che fosse stato ucciso l’anno precedente. Altri dissero che stava andando in Giappone, altri in Argentina. Fu l’autista di Hitler, catturato dai russi, a raccontare cosa accadde nel bunker. Raccontò di come i cadaveri erano stati rimossi dal bunker sotterraneo e bruciati e di come il Fuhrer si suicidò, con una pallottola alla testa. Tuttavia, le autorità russe che stavano conducendo le indagini, insistettero sul fatto che non ci fossero ancora prove concrete della sua morte e che Hitler potesse ancora essere vivo là fuori, da qualche parte.

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Ventitré anni dopo, nel 1968, un libro pubblicato da un ex ufficiale dell’intelligence sovietico attestò che i russi avevano trovato il corpo e fatto un’autopsia, confermando la sua identità con i registri dentali e dimostrando che la vera causa della morte fosse stata il cianuro. Adolf Hitler era stato sepolto, vivo o morto, tra le macerie del suo Terzo Reich in rovina. Che avesse sofferto o meno di un’emorragia cerebrale (come riportato da Stoccolma), o che fosse caduto al posto di comando nella cancelleria del Reich (come riferito dalla radio di Amburgo), o prigioniero del capo della Gestapo Heinrich Himmler, Adolf Hitler non era più il Fuhrer dei tedeschi. La sua guerra totale era finita in una totale sconfitta. Intorno a lui, il Terzo Reich che doveva durare mille anni era finito, mentre le fiamme si alzavano sopra le sue città sventrate.

Hitler 22

Not published in LIFE. Oberwallstrasse, in central Berlin, saw some of the most vicious fighting between German and Soviet troops in the spring of 1945

A new view of a photograph that appeared, heavily cropped, in LIFE, picturing Hitler's bunker, partially burned by retreating German troops and stripped of valuables by invading Russians.

With only candles to light their way, war correspondents examine a couch stained with blood (see dark patch on the arm of the sofa) located inside Hitler's bunker.

Not published in LIFE. LIFE correspondent Percy Knauth, left, sifts through debris in the shallow trench in the garden of the Reich Chancellery where, Knauth was told, the bodies of Hitler and Eva Braun were burned after their suicides.

Not published in LIFE. In the garden of the Reich Chancellery, Berlin, 1945.

Not published in LIFE. Bullet-riddled sentry pillbox outside Hitler's bunker, Berlin, 1945.

Not published in LIFE. Empty gasoline cans, reportedly used by SS troops to burn the bodies of Hitler and Eva Braun after their suicides in the bunker, Berlin, 1945.

Not published in LIFE. Russian soldiers and a civilian struggle to move a large bronze Nazi Party eagle that once loomed over a doorway of the Reich Chancellery, Berlin, 1945.

Not published in LIFE. At the Reichstag, evidence of a practice common throughout the centuries: soldiers scrawling graffiti to honor fallen comrades, insult the vanquished or simply announce, I was here. I survived. Berlin, 1945.

Not published in LIFE. An image almost too perfectly symbolic of Berlin in 1945: A crushed globe and a bust of Hitler amid rubble outside the ruined Reich Chancellery.

Vittorio Scacco

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