Un libro al giorno: Le ideologie dei partiti politici

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Dai partiti nati dalla rivoluzione industriale alle dittature del Ventesimo secolo fino ai moderni partiti cosiddetti “democratici”.

Ricercatori, giornalisti, intellettuali, storici, sociologi, economisti già da qualche tempo si alternano al capezzale di una grand-mère considerata sempre più malata: la politica. Come una bella donna invecchiata, sfiorita per effetto dell’età, delle cattive abitudini e forse anche dei vizi, la politica oggi da tanti, sia esperti e sia persone comuni, è vista come una vecchia grinzosa il cui trucco esagerato sottolinea i difetti più di quanto riesca a cancellarli. Di tanto in tanto si è cercato di intervenire con lunghe, complesse, delicate e costose operazioni di chirurgia estetico – istituzionale, col risultato, secondo molti, di renderla ancora più grottesca, decrepita, mostruosa.

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Se ciò è vero per la politica, è ancora più vero per i partiti politici che della politica sono padri e figli. Figli della rivoluzione industriale, delle rivoluzioni liberali e del movimento operaio, i partiti politici non solo hanno contribuito a segnare il destino di intere nazioni o popolazioni ma ancora oggi concorrono a costruire e influenzare in modo significativo lo scenario politico dell’intera umanità. Considerati per anni strumenti indispensabili di mediazione tra i cittadini e le istituzioni ed organismi necessari a trasmettere la “domanda politica”, oggi molti ritengono che la loro parabola stia volgendo verso il basso, in una fase di involuzione e crisi che appare senza via d’uscita. Soprattutto in Italia il fenomeno della corruzione e della degenerazione del sistema di governo purtroppo è sotto gli occhi di tutti. Il fenomeno ha assunto dimensioni di tali gravità da estenderli alle istituzioni nel loro complesso ed ai politici come ceto, come classe. Di sistemi di valori, di ideali, di etica, di ideologia, di identità nessuno parla quasi più. Basta assistere ad uno dei tanti dibattiti in TV per capire che il linguaggio della “destra” rassomiglia sempre di più al linguaggio della “sinistra” e la “sinistra” è sempre più simile alla “destra”.

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Anche per quanto riguarda i programmi, nel presentarli, nell’illustrarli, sono in tanti a ritenere che occorra grande perspicacia e fantasia per spiegarne le differenze. Se è vero, come in tanti credono, che viviamo ormai la fase del crepuscolo dei sistemi di valori e delle ideologie, conseguirebbe allora che la classe operaia si presenti adesso come una sorta di “quercia caduta” sulla quale tutti si affannano a tagliare qualcosa, ma che nessuno sinceramente è in grado più di rappresentare. Mentre il discredito dei partiti e della politica appare sempre più preoccupante, si rafforza il ruolo dei cosiddetti poteri forti, vale a dire le banche, gli istituti finanziari, le società di rating, le multinazionali.

Massimo Guerriero

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