La sottana e i fichi del cardinal Colonna

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Ritratto di Pompeo Colonna, simbolo dei viceré che si susseguirono nel regno delle Due Sicilie nel Sedicesimo secolo.

Col XVI secolo cominciò la sciagurata serie dei viceré, che sul regno delle Due Sicilie si succedette con sfortunata rapidità, lasciando ovunque solitudine e desolazione. Il ritratto di uno solo di questi viceré basta per conoscerli tutti, ed è il cardinal Pompeo Colonna che sceglieremo come tipo dei viceré del Sedicesimo secolo. Nella sua qualità di vescovo di Monreale in Sicilia aveva dovuto sostenere un duello con un cavaliere spagnolo. Molti signori, informati del giorno e dell’ora del combattimento, accorsero per separare gli avversari. Ma il vescovo, ardendo di rabbia ed agitandosi come una furia per liberarsi dalle mani che lo bloccavano, con la spada fece a brandelli la lunga sottana che indossava, per poi togliersela di dosso e lanciarla contro l’avversario che ormai era al sicuro, distante.

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Questa scandalosa avventura non fu di ostacolo perché poco dopo fu nominato cardinale. Divenuto principe della Chiesa, ebbe pubblicamente molte donne, fra le quali Vittoria Colonna, sua cugina, alla quale dedicò un libro intitolato De laudi bus mulierum: questo libro, scritto in latino, ebbe diverse ristampe. Divenuto in seguito viceré, divenne amante d’Isabella Filomarino, moglie del principe di Salerno, per la quale compose versi latini che leggeva al principe stesso, senza che questi rivelasse alcuna forma di gelosia. Sommerso dagli intrighi, morì il 28 giugno 1532, dopo aver mangiato dei fichi avvelenati che un suo parente aveva raccolto dal proprio giardino.

Michele Arnaudo

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