Come perdere una guerra: il generale Pricolo

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L’Italia perse il secondo conflitto mondiale anche perché gli errori dei gerarchi non venivano puniti. È il caso del generale Francesco Pricolo, il quale, per negligenza, nel ’41 fece conquistare la Cirenaica agli inglesi e che successivamente fu nominato presidente della fabbrica d’armi a Brescia.

Una delle cause delle sconfitte nella sciagurata Seconda guerra mondiale va ricercata nel fatto che gli errori e le trasgressioni non erano puniti, e che la facile impunità incoraggiava a commetterne di sempre più gravi. Come nel caso del generale Francesco Pricolo, nato nel 1891 a Saponara di Grumento in provincia di Potenza che, ai primi di ottobre del 1941, ricevuto l’ordine del comando supremo di trasferire in Cirenaica due gruppi di aerei da caccia moderni, al 20 novembre non aveva ancóra eseguito quell’ordine. Vale a dire che un mese e mezzo dopo, quegli apparecchi erano ancóra fermi e impolverati nei loro aeroporti, in Italia.

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“Questa effettiva disobbedienza del generale Pricolo”, scrisse allora il maresciallo Cavallero, “ha messo le nostre forze in Libia in condizioni di minore efficienza nel preciso momento in cui si è manifestata in Cirenaica una importante iniziativa nemica a carattere offensivo contro di noi”. Era il poderoso attacco in Africa Settentrionale sferrato dagli inglesi il 19 novembre ’41, che costrinse le truppe italiane a sgomberare la Cirenaica. Ebbene, l’insubordinato sottosegretario a Capo di stato maggiore dell’Aeronautica fu allontanato dal posto che occupava, ma, nello stesso tempo, Pricolo venne nominato presidente della fabbrica d’armi a Brescia.

Vittorio Scacco

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