Ricchi ed accattoni

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Storia della miseria dal Settecento ad oggi.

Roma sembra tornata al tempo del papa re, zeppa di elemosinieri in proprio, manco per conto del parroco. E così tutte le grandi città. Fino al ’700 gli straccioni, i mendicanti, gli storpi, i pazzi, i malati, gli affamati, gli scheletri spolpati, erano organizzati in turbe, folle che sciamavano per le città europee dando loro un volto caratteristico, sporco, malato, vissuto fino all’indecenza e violento. Avevano un nome di fantasia quasi sempre pittoresco, bande e capibanda, un linguaggio segreto, fino a farsi strada il concetto diseredato uguale ladro o assassino. La povertà come peccato, che insozzava solo ad averla vicino, lavacro dei sensi di colpa della borghesia nascente che dava loro la monetina per mondarsi a poco prezzo l’anima. Talmente la dava questa monetina, che molti derelitti avevano un gruzzolo nel materasso sozzo e puzzolente.

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Particolarmente dopo le frequenti guerre per le pianure d’Europa, le città si riempivano poi di carne umana puzzolente, infetta, lurida. Ma nulla di questo fenomeno è a caso; l’alternativa era la morte per inedia, fame e malattie. Allora si arrivava a storpiarsi, ferirsi, sporcarsi, lacerarsi i vestiti, pur di sopravvivere suscitando i sensi di colpa e la paura, soprattutto, di chi aveva la ricchezza, che questi pezzenti mostravano loro come cosa precaria, non data a priori, ma casualmente; si rendevano spaventosi ad arte.

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Nell’800 le cose cambiarono, complice del cambiamento le stragi che le malattie contagiose mietevano in queste affollate comunità di straccioni. Nacque la figura dell’accattone solitario e teatrale, meno vistoso come fenomeno, ma sempre mascherato da dimenticato da dio che tutt’oggi funziona alla grande, tanto che tornarono in Europa le organizzazioni in racket della miseria, che è sempre stato un buon affare. Non c’è governo o regime che possa eliminare l’accattonaggio, al pari della prostituzione, essendo parti costituenti della società. Le moderne città sono nate e si sono sviluppate su accattonaggio, prostituzione, miseria dei diseredati, sui loro tuguri putrescenti e le loro malattie invalidanti ed immiserenti. Non c’è modo di enucleare il neonato dall’adulto che si pensa divenuto, apparso, senza radici.

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Che cosa allora fa girare il mondo? Come siamo arrivati dallo scaldarci intorno al fuoco acceso in una grotta umida allo scrivere poesie? Solo grazie al nostro potente cervello e soprattutto grazie alla nostra immaginazione, esclusiva dell’uomo fra i viventi. Grazie ad essa è scongiurata la stagnazione di “inclinazioni” naturali, come quelle di cui abbiamo parlato qua sopra e che sono solo fenomeni di dimostrazione della stagnazione, che ritorna sempre, al pari di un cesso otturato che prima o poi ci riempirà di escrementi la casa.

Carlo Anibaldi

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1 Comment

  1. Altrove, in Europa e in tutti i paesi liberaldemocratici c’era la liberta, c’erano ricchi e ceto medio, ma la poverta non era affatto scomparsa e aveva ancora il ceto piu numeroso anche se lo Stato interveniva a mitigare il disagio.

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