I poteri speciali a Roma Capitale

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Negli ultimi due giorni i giornali hanno riportato la grande notizia che Virginia Raggi abbia chiesto e ottenuto dal governo dei poteri speciali. Ma questa è solo fuffa, perché la legge esiste già da diversi anni e venne portata a termine dal governo Monti nell’aprile del 2013.

Se in Italia le cose non vanno granché bene, soprattutto in ambito politico, una parte rilevante della colpa va senza dubbio attribuita al giornalismo, o meglio, all’assenza di quel giornalismo liberale che negli USA ha sempre difeso la qualità della democrazia. In questi due giorni abbiamo assistito ad una sorta di show in cui la Raggi e Conte raggiungevano un accordo storico in base al quale il Governo concede “poteri speciali a Roma Capitale”. Tutti i giornali e le Tv, prone, a riportare la sensazionale notizia. Ebbene, è solo fuffa! La legge sui “poteri speciali a Roma Capitale” esiste già da diversi anni. Il decreto legislativo n. 156/2010 attribuiva “poteri speciali a Roma Capitale”.

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Fu portata a termine dal governo Monti nell’aprile del 2013 con l’approvazione del terzo ed ultimo decreto, il quale assicurava poteri speciali a Roma Capitale e ingenti finanziamenti statali diretti per il trasporto pubblico locale, nonché per ogni esigenza o emergenza della Capitale. La usò anche Alemanno. La Raggi sinora ha semplicemente ignorato quella legge, rifiutando peraltro di assumersi responsabilità che già competono alla Capitale. Ebbene, ci fosse stato un solo giornale o telegiornale che nei giorni scorsi avesse detto: “ma sta pagliacciata che state organizzando, che è? La legge esiste già da anni!”. E invece niente. Tutti a riportare il nulla come fosse un grandioso accordo. Un grande giornalista e docente, Mario Morcellini, di recente ha scritto che i giornalisti italiani dovrebbero finalmente capire cosa vogliono realmente essere: guardiani della democrazia o cagnolini dei potenti?

Fernando Gallone

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