Quello che piace del governo

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L’Italia è un Paese a rischio recessione, ma agli italiani, questo, sembra non interessare; perché l’importante è sfogare il proprio odio. 

Oggi la notizia è che l’Italia è a rischio recessione. Gli italiani, mano al portafoglio, non credono più a questo governo e non spendono o non investono più se hanno una impresa. Ma non solo. Con Gentiloni c’erano nuovi mille assunti al giorno, con Conte ne perdiamo 627 al giorno contro i 609 del periodo nerissimo di Monti. Sono dati riportati dal Corriere della sera, giornale che ha sostenuto la nascita di questo esecutivo. Le tasche sono le tasche, in primis degli imprenditori, non certo dei lavoratori. Ma la cosa che colpisce è la contraddizione che si crea tra condizione materiale e la valenza politico simbolica. Gli italiani, stando ai sondaggi, continuano a credere in questo governo. Perché? Perché sono satolli dell’odio contro i migranti, i rom, chi ha meno e chiede soldi per strada. Non è sicurezza. È odio. E alla maggior parte degli italiani questo piace.

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Allora è assurdo, che a sinistra, ancora si giustifichi il voto a Lega e Movimento Cinque Stelle solo adducendo motivazioni di carattere economico materiali, platealmente smentite anche in queste ore e a non capire il terremoto politico, culturale, sociale che c’è dietro il successo di un governo a cui si farebbe fatica ad affidare un solo euro, ma che viene sostenuto da una gran parte di italiani perché fa affondare i barconi e applaude a chi ammazza un ladro.

Angela Azzaro

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