L’orchestrina del Titanic

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L’ultimo caposaldo del M5S è stato superato dal suo leader Luigi Di Maio: per anni, nelle varie campagne elettorali, il limite dei due mandati è stato uno degli slogan più urlati dai grillini, ma oggi quella regola che voleva abolire la figura del politico di professione è stata ufficialmente seppellita. 

Quando i cinque stelle nacquero si appoggiavano su alcuni capisaldi irremovibili, sui quali fondarono energicamente la ragione stessa della loro esistenza. Negli ultimi anni questi capisaldi sono stati tutti stravolti, tranne uno; sono stati stravolti con i vecchi metodi di palazzo, proprio quelli che loro in principio contestavano. Sparita la diretta streaming e tutta la retorica che l’accompagnava, oggi tutto è deciso da Luigi Di Maio e dalla Casaleggio.

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I capisaldi erano:

1) Mandare in Parlamento e nelle istituzioni le migliori menti del Paese, ma l’85 percento dei politici grillini non aveva un lavoro precedente e i loro titoli di studio e la loro conoscenza, nel complesso, non soddisfano la nobile intenzione iniziale.

2) “I parlamentari devono guadagnare quanto un operaio” è lo slogan che hanno lanciato per anni nelle varie campagne elettorali. Ma, una volta conquistate le cariche, hanno intrapreso la politica del dimezzamento, che nella realtà dei fatti è diventato un taglio del 50 percento alla sola indennità di funzione, che è un terzo dell’indennità totale. In pratica hanno sempre percepito tutti i mesi circa tredicimila euro. Attualmente la regola ufficiale è: duemila euro al fondo per le micro imprese e trecento euro alla Casaleggio.

3) “Non ci alleeremo mai con nessun partito”, “non vogliamo poltrone” e “la Rai libera dai partiti”. Anche queste sono tutte promesse stravolte; in termini di spoils system e lottizzazione Rai questo governo non ha precedenti.

4) L’ultimo caposaldo dei cinque stelle è stato: “non si fa politica di professione”, “via i professionisti dalla politica”, “massimo due mandati e poi a casa”, “dopo i due mandati si torna al proprio lavoro”, “non ci si può arricchire facendo politica tutta la vita”, e, infine, “introdurremo il politometro per calcolare il patrimonio personale che deputati e senatori avevano prima di entrare in politica e alla fine del mandato. Tutta la differenza verrà restituita”.

Questo limite è durato proprio due mandati. Oggi Di Maio annuncia che lo vuole eliminare, snaturando definitivamente tutti quei princìpi che differenziavano il movimento di Beppe Grillo delle origini dagli altri partiti politici.

Fernando Gallone

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