Chi è Julian Assange?

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La storia del fondatore di Wikileaks, arrestato all’ambasciata ecuadoregna di Londra nella quale era rifugiato dal 2012.

L’11 agosto del 2010 Julian Assange arriva in Svezia, in un viaggio organizzato da Miss A, membro dell’Associazione cristiana dei socialdemocratici. Tre giorni più tardi Miss A e Assange partecipano a un seminario del Movimento dei Fratelli socialdemocratici su “La guerra e il ruolo dei media”, in cui il fondatore di Wikileaks è l’oratore principale. I due, durante quella notte, avranno dei rapporti sessuali. La settimana successiva Assange, secondo quanto riferito, fa sesso con una donna che ha incontrato al seminario il 14 agosto, identificata come Miss W. Tra il 17 e il 20 agosto, Miss W e Miss A sono in contatto ed entrambe condividono con un giornalista le preoccupazioni riguardo i loro incontri sessuali con Assange. Il 18 Assange chiede un permesso di soggiorno per vivere e lavorare in Svezia. Spera di creare una base per Wikileaks lì, per essere favorito dalle leggi del paese che proteggono gli informatori. Ma, l’ufficio del procuratore svedese, rilascia un mandato di arresto per Assange sulla base di accuse di stupro e molestie; entrambe le donne dicono che ciò che è iniziato come sesso consensuale è diventato non consensuale. Assange afferma che le accuse sono “prive di fondamento” e che il loro aspetto “in questo momento è profondamente inquietante”. Un messaggio successivo sul Twitter di Wikileaks dice che il gruppo è stato avvisato di aspettarsi “trucchi sporchi”. Il 21 agosto il mandato di arresto è ritirato: “Non credo ci sia motivo di sospettare che abbia commesso uno stupro”, dice una delle procuratrici capo di Stoccolma, Eva Finne. I pubblici ministeri affermano che l’inchiesta sulle accuse di molestie continuerà ma non è un reato abbastanza grave per un mandato di cattura. L’avvocato delle due donne, Claes Borgstrom, fa appello a un dipartimento speciale dell’ufficio dell’accusa. Il 31 Assange viene interrogato dalla polizia a Stoccolma e formalmente informato delle accuse contro di lui dal suo avvocato di allora, Leif Silbersky. L’attivista nega le accuse. Il primo settembre la direttrice svedese della procura Marianne Ny annuncia che sta riaprendo l’indagine per stupro nei confronti di Assange: “Considerando le informazioni disponibili al momento, il mio giudizio è che la classificazione del crimine è stupro”. Il 18 ottobre il fondatore di Wikileaks, che è cittadino australiano, non riceve la residenza svedese poiché “non ha soddisfatto i requisiti”, secondo un funzionario del Migration Board. Il 18 novembre il tribunale distrettuale di Stoccolma approva la richiesta di trattenere Assange per essere interrogato per sospetto stupro, molestie sessuali e coercizione illecita. La signora Ny rivela che non è stato disponibile per l’interrogatorio. A questo punto, Assange parte per Londra. Il suo avvocato inglese, Mark Stephens, dice che il suo cliente si è offerto per essere intervistato presso l’ambasciata svedese o Scotland Yard o tramite collegamento video. Accusa la Ny di “abusare dei suoi poteri”, la quale insiste che Assange ritorni in Svezia. Il 20 novembre la polizia svedese rilascia un mandato di cattura internazionale per Assange e l’8 dicembre il fondatore di Wikileaks si arrende alla polizia britannica e viene portato in udienza di estradizione. È rinviato in custodia in attesa di un’altra udienza. Il 16 dicembre Assange viene liberato dopo che i suoi sostenitori pagano la cauzione, 240.000 sterline in contanti.

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Il 24 febbraio del 2011 un tribunale britannico stabilisce che Assange dovrebbe essere estradato in Svezia e i suoi avvocati depositano i documenti all’Alta Corte per un ricorso contro l’estradizione. Il 2 novembre l’Alta Corte conferma la decisione di estradare Assange. Il 5 dicembre Assange ottiene il diritto di presentare petizioni alla Corte Suprema del Regno Unito, dopo che i giudici hanno stabilito che il suo caso sollevava “una questione di generale importanza pubblica”. Il 30 maggio del 2012 la Corte Suprema stabilisce che dovrebbe essere estradato in Svezia e il ministro degli esteri dell’Ecuador afferma che Assange ha chiesto asilo politico all’ambasciata dell’Ecuador a Londra. Il 16 agosto l’Ecuador gli concede asilo, dicendo che ci sono timori che i suoi diritti umani potrebbero essere violati se fosse estradato. Assange descrive il fatto come una “vittoria significativa”, ma il governo del Regno Unito esprime la sua delusione; esso insiste sul fatto che non concederà ad Assange un “passaggio sicuro” in Ecuador, ma che si cerca una soluzione diplomatica. Downing Street dice che il governo è legalmente obbligato a estradarlo in Svezia. L’8 ottobre, nove persone che depositano una cauzione per Assange sono condannate da un giudice a pagare migliaia di sterline a testa. Il 29 novembre l’ambasciatore ecuadoriano afferma che Assange ha un’infezione polmonare cronica che potrebbe peggiorare in qualsiasi momento. Il 18 agosto 2014 Assange afferma che lascerà l’ambasciata ecuadoregna di Londra dopo due anni di rifugio. Non chiarisce quando partirà ma alcuni fonti hanno suggerito che aveva bisogno di cure mediche. Il 13 agosto del 2015 i pubblici ministeri svedesi abbandonano le indagini sull’accusa di molestie sessuali e coercizione illecita. Il 12 ottobre 2015 Scotland Yard annuncia che non manderà più agenti davanti all’ambasciata ecuadoriana a Londra. Ufficiali erano presenti dal 2012, con un costo stimato di oltre 12 milioni di sterline. La polizia metropolitana afferma che lo sforzo non è più proporzionato. Il 5 febbraio 2016 un gruppo delle Nazioni Unite stabilisce che ad Assange dovrebbe essere permesso di camminare liberamente e di essere indennizzato per la sua “privazione della libertà”. Il Gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulla detenzione arbitraria afferma che il fondatore di Wikileaks è stato arbitrariamente detenuto dalle autorità britanniche e svedesi nel 2010, e che la detenzione viola i suoi diritti umani, civili e politici. Assange esulta ad una “vittoria significativa” e definisce “vincolante” la decisione, ma il segretario agli Esteri britannico Philip Hammond classifica la sentenza “ridicola”. Il Foreign Office del Regno Unito afferma che il rapporto “non cambia nulla” e che “contesterà formalmente l’opinione del gruppo di lavoro”. Prima della sentenza, la polizia ha detto che sarebbe comunque stato arrestato se avesse lasciato l’ambasciata. Il 14 novembre Ingrid Isgren, procuratore capo della Svezia, si è recata a Londra per interrogare Assange all’ambasciata ecuadoregna. Isgren ascoltò le domande che gli venivano poste da un procuratore ecuadoriano, in base ad un accordo stipulato con l’Ecuador. Nel gennaio 2017 il presidente uscente degli Stati Uniti, Barack Obama, commuta la condanna inflitta a Chelsea Manning, soldatessa dell’esercito statunitense, per aver fatto filtrare documenti riservati a Wikileaks e Assange accetta di essere estradato negli Stati Uniti se Obama concedesse clemenza a Manning. Il 21 aprile il procuratore generale degli Stati Uniti, Jeff Sessions, dice che arrestare Assange è una priorità. Negli Stati Uniti non sono state presentate accuse contro di lui, ma i media statunitensi riferiscono che i pubblici ministeri federali stanno prendendo in considerazione le accuse. Il17 maggio Chelsea Manning viene rilasciata dalla prigione militare di Fort Leavenworth, in Kansas, e il 19 il direttore svedese della pubblica accusa annuncia che le indagini sugli stupri nei confronti di Assange verranno abbandonate.

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L’11 gennaio 2018 il governo ecuadoriano conferma che Assange ha ricevuto la cittadinanza ecuadoriana a dicembre e chiede al Regno Unito di riconoscerlo come agente diplomatico; una mossa che gli avrebbe dato l’immunità. Il Regno Unito rifiuta e gli avvocati di Assange chiedono che venga revocato un mandato britannico per il suo arresto. Il 13 febbraio è confermato un mandato di arresto per Assange dalla Corte di Westminster e il 24 l’Ecuador dice che gli ultimi sforzi del paese per negoziare la partenza di Assange dalla sua ambasciata di Londra hanno fallito. L’Ecuador taglia la connessione internet di Assange per impedirgli di interferire negli affari di altri paesi e rimuove la sicurezza presso l’ambasciata di Londra in seguito alla richiesta di 5 milioni per proteggere Assange. Il Regno Unito e l’Ecuador confermano di tenere colloqui in corso sul suo destino. Il presidente dell’Ecuador, Lenin Moreno, afferma di non essere mai stato a favore delle sue attività. Il 16 ottobre, Assange riceve una serie di regole interne all’ambasciata ecuadoregna, le quali comprendono la pulizia del suo bagno e una migliore cura del suo gatto. Viene avvertito che il suo compagno felino potrebbe essere confiscato e gli verrà anche detto di badare al suo benessere, cibo e igiene. L’Ecuador dice anche che ripristinerà parzialmente la connessione Internet di Assange. Gli avvocati di Wikileaks informano che il suo co-fondatore avvierà un’azione legale contro il governo dell’Ecuador, accusandolo di violare i suoi “diritti e libertà fondamentali”, e affermano che il governo dell’Ecuador ha rifiutato una visita del consigliere generale di Human Rights Watch, Dinah PoKempner, e che non ha permesso diverse riunioni coi suoi legali. In una dichiarazione, Wikileaks ha dichiarato: “Le misure dell’Ecuador contro Julian Assange sono state ampiamente condannate dalla comunità dei diritti umani”. Il 6 dicembre il legale di Assange, Barry Pollack, dice che il suo cliente non accetterà un accordo tra il Regno Unito e l’Ecuador per consentirgli di essere rilasciato. L’accordo fu respinto per timore che potesse essere usato come pretesto per estradarlo negli Stati Uniti. Il 23 febbraio 2019 l’Australia rivela che Assange ha un passaporto valido, il quale gli permetterebbe di tornare nel paese. Il Dipartimento per gli affari esteri ha confermato che il governo ha approvato una richiesta di passaporto presentata da Assange nel 2018. Il 5 aprile Wikileaks scrive che una fonte di alto livello all’interno dello Stato ecuadoriano ha rivelato che Assange verrà espulso dall’ambasciata entro “ore o giorni”. Un alto funzionario ecuadoriano dice che non è stata presa alcuna decisione per rimuoverlo dall’edificio di Londra ma l’11 aprile Assange viene arrestato all’ambasciata ecuadoregna di Londra. Il presidente dell’Ecuador, Lenin Moreno, afferma di aver ritirato l’asilo di Assange dopo le ripetute violazioni delle convenzioni internazionali, ma Wikileaks ha twittato che “l’Ecuador ha agito illegalmente per porre fine alla controversa azione politica di Assange, in violazione del diritto internazionale”.

Federica Bellagamba

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