Un libro al giorno: Storia del Parlamento del Regno Unito

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Il Parlamento inglese e l’attuale democrazia, un lungo cammino che va dal tredicesimo secolo ad oggi e che passa per rivolte, guerre e terribili spargimenti di sangue e condanne. 

In questo libro si esaminerà il Parlamento del Regno Unito, partendo dalle origini e ripercorrendo quelle che sono state le tappe decisive per la formazione del Parlamento e la democrazia nel Regno Unito. Montesquieu riconduce le origini del Parlamento inglese alle vecchie assemblee, per quanto riguarda l’Inghilterra al witengemont sassone. Augusto Barbera nel suo libro “I Parlamenti” scrive che «Montesquieu sottolinea come le Camere alte siano composte da persone illustri per nascita, ricchezza o onori; le quali se venissero confuse tra il popolo, e non avessero che una voce come quella degli altri, la libertà comune sarebbe la loro schiavitù e non avrebbero alcun interesse a difenderla perché la maggior parte delle risoluzioni sarebbero contro di loro. La parte che essi hanno nella legislazione deve dunque essere proporzionata agli altri vantaggi di cui essi godono nello Stato; ciò accadrà se formeranno un corpo che abbia il diritto di arrestare iniziative del popolo, come il popolo ha il diritto di arrestare le loro.

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Siamo di fronte, in questo passo all’esaltazione del principio aristocratico chiamato a fare da contrappeso al principio democratico del principio della continuità contrapposto a quello della mutevole opinione». Secondo Voltaire invece questo è da considerarsi un errore poiché nei secoli le assemblee popolari sono state assemblee di notabili o di rappresentanti escludendo la democrazia diretta. Dunque «sarebbe una forzatura voler individuare una continuità fra i parlamenti moderni e le assemblee dei cortigiani (cui talvolta sono associati grandi feudatari laici ed ecclesiastici) che si riuniscono nella curia regis per dare solennità con la loro presenza alle principali decisioni del sovrano, per lo più atti di amministrazione della giustizia». Tra le fasi storiche di maggiore rilevanza nella nascita dei parlamenti e l’evoluzione istituzionale nel Regno Unito fu la concessione della Magna Charta Libertatum nel 1215 da parte di Giovanni Senza Terra ai suoi baroni. La Carta permise ai baroni far valere la propria voce e di effettuare un controllo, soprattutto finanziario, sul Governo e l’operato della Corona.

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Si ricordi la famosa frase “no taxation without representation” (nessuna tassazione senza rappresentanza) su cui si baserà anche la Costituzione degli Stati Uniti d’America, tuttavia solamente dopo il XV secolo in poi il Parlamento potrà esaminare le richieste di sussidi successivamente alla risposta del sovrano alle petitiones dei parlamentari. Le Provvisioni di Oxford furono un’altra passo importante; furono promulgate nel 1258 e in esse si stabilì che il Re dovesse essere affiancato da un Consiglio. Inizialmente rimasero fuori i ceti minori, finché Simone de Montfort nel 1259 si batté ardentemente per le Provvisioni di Westminster attraverso le quali riuscì a far entrare nel Consiglio due cittadini di ogni borgo per sedere insieme ai pari, ai prelati e ai cavalieri; dando vita in questo modo ai presupposti per la Camera dei Comuni. La strada verso la democrazia e il Parlamento che noi oggi conosciamo è lontana e passa per rivolte, guerre e svariate condanne. La Corona deterrà il potere e la supremazia sul Parlamento e il Gabinetto per secoli, utilizzandolo a proprio favore e per far approvare le sue leggi senza opposizione alcuna.

Luisa Cuccu

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