Il triste mondo delle bufale

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Come le fake news inquinano la democrazia e la vera informazione, nutrendo l’enorme esercito populista e semianalfabeta. 

Le motivazioni alla base della circolazione delle fake news sono diverse. Ci sono quelle semplicemente goliardiche, come ad esempio quella pubblicata sulla pagina Facebook Terra Santa dal titolo: Lo scheletro del gigante Golia è stato trovato a Gerusalemme, la parola di Dio è vera, accompagnata da false fotografie che ritraggono alcuni uomini intenti a disseppellire un enorme scheletro dalle sembianze umane, alto circa trenta metri, o quella pubblicata da Il Messaggero.it dal titolo: Medusa killer in arrivo sulle spiagge italiane, provoca l’arresto cardiaco, poi rilanciata da diverse altre testate on line con titoli ancora più allarmistici, come Medusa killer. Non toccatela, morireste in pochi istanti. Queste “bufale” quasi sempre vengono smascherate dai vari siti di debunking, i cosiddetti siti “sbufalatori”, che da anni tentano di ripulire il web dalle false notizie. Tra questi vi è, ad esempio, Bufale.net, che proprio con riferimento alle suddette fake news ha pubblicato i due articoli: BUFALA Lo scheletro del Gigante Golia trovato a Gerusalemme e Medusa killer in arrivo sulle spiagge italiane, provoca l’arresto cardiaco – Bufale.net. Le “bufale” allarmistiche, come l’ultima citata, sono tantissime e di diversa natura. Con una semplice ricerca in Google se ne trovano di ogni tipo, tutte accomunate dai contenuti minacciosi come gravissimi pericoli, imminenti stragi o eventi catastrofici. Quasi sempre, però, il fine di queste “bufale” non è solo goliardico ma nella maggior parte dei casi esiste un vero interesse economico in capo a chi le inventa e poi le diffonde. Si tratta del fenomeno del clickbait (traducibile in “esca per click”), che consente a chi diffonde queste false notizie di guadagnare un corrispettivo economico per ogni visualizzazione della pagina, nella quale, oltre alla fake news, sono presenti anche i banner pubblicitari.

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Le aziende pagano per ogni visualizzazione della pagina contenente il loro banner pubblicitario. La notizia totalmente falsa o grandemente esagerata, dunque, funge da “acchiappa click” facendo sì che il numero di visualizzazioni della pagina sia molto elevato e, di conseguenza, sia altrettanto elevato il guadagno derivante dai banner pubblicitari. Si tratta di una precisa strategia di marketing, dietro la quale si cela un interesse economico, in quanto la pubblicazione di tali false notizie, sempre più sensazionalistiche, straordinarie o allarmistiche, studiate in modo da catturare l’interesse del maggior numero di internauti, consente di generare ingenti rendite dalla pubblicità on line. Molto spesso la notizia neppure esiste, essendo sufficiente, per catturare i click, la sola presenza di un titolo accattivante collegato ad un link da cliccare, che rimandi alla pagina contenente i banner pubblicitari. Esempi molto frequenti di questo tipo sono: Non immaginerai cosa ha appena fatto quest’uomo, oppure, Ecco il video che ha commosso il web, o Tumori. Ecco cosa i ricercatori hanno appena scoperto, o ancora, È incredibile cosa sta accadendo in questo momento in Parlamento. Ci sono, poi, le fake news appartenenti al filone degli insetti, animali o altre creature giganteschi e pericolosissimi per l’uomo, come ad esempio quella del calabrone gigante killer: Avvistato in Friuli il Calabrone Gigante Asiatico detto lo Yak Killer, o quelle legate a calamità naturali molto temute, come i terremoti: Gli esperti ci avvisano: Sarà un terremoto di potenza incalcolabile, dobbiamo essere pronti.

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Al genere allarmistico appartengono anche le frequentissime “bufale” concernenti sostanze tossiche, inquinanti o cancerogene ritrovate in bevande o alimenti; ad esempio: Trovato arsenico nelle acque minerali italiane: clicca qui per la lista. Le acque minerali sono consumate da milioni di persone, e dunque, la preoccupazione che nasce da milioni di persone, e dunque, la preoccupazione che nasce dalla falsa notizia, unita alla possibilità di leggere la lista completa delle acque contaminate, è di sicuro interesse per tantissimi utenti che entreranno in contatto con le fake news, al fine di appurare se abbiano effettivamente consumato la pericolosa acqua contenente l’arsenico. Esiste – da sempre – il genere delle fake news cosiddette complottistiche, le quali, manipolando fatti realmente accaduti o comunque verosimili, inventano complotti o cospirazioni – ordite da governi o da potenti organizzazioni – ai danni del popolo. Tra gli esempi più diffusi vi è quella secondo cui l’uomo non sarebbe mai stato sulla Luna, o quella secondo cui l’11 settembre o l’assassinio di John Fitzgerald Kennedy sarebbero stati organizzati dalla Cia, o ancora, quella secondo cui i governi starebbero cercando di controllare le popolazioni attraverso l’impianto di microchip sottocutanei, oppure gettando misteriose sostanze nocive dagli aerei sotto forma di scie chimiche. Qualsiasi individuo dotato di buon senso capirebbe immediatamente che si tratta di sciocchezze, domandandosi chi possa credere alla veridicità di simili strampalate teorie. Ma, purtroppo per noi, la gente ci crede.

Fernando Gallone

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