L’affondamento del Lusitania

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Centotredici anni fa, il 7 luglio 1906, fu varato il Lusitania, una grande nave da crociera britannica che, nove anni dopo, durante la Prima Guerra Mondiale, venne affondata da un U-Boot tedesco. L’attacco al transatlantico contribuì all’ingresso degli Stati Uniti nella Grande Guerra.

Il Lusitania, transatlantico britannico di proprietà della Cunard Line, fu costruito per competere nel redditizio traffico dei passeggeri che si spostavano dall’America all’Europa e viceversa. La costruzione iniziò nel 1904 e, dopo il completamento dello scafo e della sovrastruttura principale, il Lusitania fu varato il 7 giugno 1906. La nave fu completata l’anno successivo, quando a quel tempo era la nave più grande del mondo, misurando circa 240 metri di lunghezza e dal peso di circa 31.550 tonnellate; fu superata l’anno successivo dalla sua nave gemella, il Mauretania. Sebbene lussuoso, il Lusitania era famoso soprattutto per la sua velocità. Il 7 settembre 1907, la nave fece il suo viaggio inaugurale, navigando da Liverpool, in Inghilterra, a New York. Il mese seguente vinse il Nastro Azzurro per la traversata atlantica più veloce, con una media di quasi 24 nodi. Il Mauritania avrebbe in seguito rivendicato il titolo, e le due navi facevano regolarmente a gara per il premio.

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Nel maggio 1915, in pieno conflitto mondiale, il Lusitania stava tornando da New York a Liverpool con 1.959 passeggeri e membri dell’equipaggio a bordo. Gli affondamenti di navi mercantili al largo della costa meridionale dell’Irlanda e le notizie di attività sottomarine spinsero l’Ammiragliato britannico ad avvertire il Lusitania di evitare la zona e di raccomandare l’adozione della tattica evasiva dello zigzagare, cambiando rotta ogni pochi minuti a intervalli irregolari per confondere qualsiasi tentativo da parte di U-Boot tedeschi di tracciare il suo corso per silurare. Il capitano della nave, William Thomas Turner scelse di ignorare queste raccomandazioni e nel pomeriggio del 7 maggio la nave fu attaccata. Un siluro colpì ed esplose sulla nave a dritta, seguito da un’esplosione più pesante, probabilmente causata da danni ai motori a vapore e ai tubi della nave. Nel giro di 20 minuti il Lusitania affondava e quelle 1.198 persone morirono annegate. La perdita del transatlantico e di molti dei suoi passeggeri, tra cui 128 cittadini statunitensi, suscitò un’ondata di indignazione negli Stati Uniti. Tutti si aspettavano che sarebbe seguita una dichiarazione di guerra, ma il governo degli Stati Uniti si aggrappò alla sua politica di neutralità.

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Il Lusitania trasportava del materiale bellico, circa 173 tonnellate, e i tedeschi, che avevano diffuso avvertimenti che la nave sarebbe affondata, si sentivano pienamente giustificati nel silurarla. Il governo tedesco ritenne che, in considerazione della vulnerabilità degli U-Boot in superficie e dell’annuncio britannico dell’intenzioni di armare navi mercantili, il preallarme di potenziali obiettivi non era più necessario. Il 13 maggio 1915, il governo degli Stati Uniti inviò una nota a Berlino, esprimendo un’accusa sui principi su cui si stava combattendo la guerra sottomarina e due anni dopo, nel 1917, il governo americano ricordò l’episodio del Lusitania e della guerra sottomarina tedesca come una giustificazione per l’ingresso in guerra.

Vittorio Scacco

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