Un libro al giorno: La minoranza Rom in Italia

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L’Italia, nel corso dei decenni, è divenuta una società multiculturale. E, tra queste tante e diverse culture, c’è quella Rom. Ma chi sono i Rom? 

Le minoranze, da sempre esistite in tutto il mondo, oggi emergono maggiormente con la necessità di ricevere un trattamento e una tutela che garantisca loro rispetto e, soprattutto, che permetta di mantenere intatta la propria identità. Volgendo uno sguardo all’Europa si può vedere come le organizzazioni europee e internazionali abbiano messo in atto una serie di meccanismi al fine di tutelare i diritti dell’uomo includendo le minoranze e facendo in modo che esse non subiscano discriminazione alcuna. Questo è il contenuto del primo capitolo di questo libro, il quale vuole dar una spiegazione del termine minoranza, individuando la spiegazione maggiormente usata dagli stati europei, ma anche e soprattutto individuare quali sono le tutele che l’Europa vuole garantire e i motivi che spingono la stessa Europa a legiferare in merito. L’Italia, nel corso dei decenni, è divenuta una società multiculturale. Questo è avvenuto perché la sua posizione geografia, nonché le lacune e i ritardi di tipo amministrativo hanno agevolato l’ingresso di migliaia, milioni, di persone. Si stima che oggigiorno in Italia vivano quattro milioni di stranieri su una popolazione corrispondente a sessanta milioni. Il 6,7 % sul totale della popolazione che risiede sul territorio italiano, sicuramente una percentuale importante.

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L’Italia è, perciò, diventata, in proporzione alla sua grandezza, il paese che accoglie più migranti. Per questo motivo si è scelto di analizzare, in questa tesi, le minoranze presenti in Italia. Come vedremo in seguito, tre sono i diversi trattamenti giuridici ai quali le minoranze sono sottoposte nello stato italiano. Si tratta di minoranze superprotette, di minoranze riconosciute a eventuale tutela e di minoranze non riconosciute a eventuale tutela. In quest’ultima categoria è contenuta la stragrande maggioranza degli immigrati (il sopracitato 6,7%) e per questo si è scelto di soffermarsi maggiormente sulle minoranze non riconosciute a tutela eventuale. Si tratta di una grande varietà di persone che sono escluse da tutele particolari se non quelle previste generalmente dagli accordi europei (vedremo in modo più dettagliato il concetto nel secondo capitolo). A tal proposito, si è scelto di analizzare una delle minoranze non riconosciute a eventuale tutela e la scelta è ricaduta su quella che numericamente è più rilevante e che, soprattutto, fa emergere nell’italiano un senso pregiudizievole molto elevato. Si parla dei Rom e dei Sinti, coloro che comunemente sentiamo chiamare zingari o nomadi riferendosi agli aspetti negativi e stereotipati che tali termini hanno assunto nel tempo. Evidenzieremo lo stile di vita, le tradizioni, e i principali problemi che questa minoranza non riconosciuta deve affrontare ogni giorno nel suo tentativo di integrazione nello stato italiano.

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La fine del secondo capitolo ci porrà un quesito: sarebbe opportuno riconoscere rom e sinti come minoranza? Questo è lo scopo del terzo capitolo. Esaminare cosa potrebbe cambiare nel caso in cui rom e sinti venissero riconosciuti come minoranza nazionale. Si cercherà di trovare una soluzione ai principali problemi che ostacolano l’integrazione di questo gruppo etnico all’interno delle complesse e stereotipate abitudini italiane. Procedendo secondo l’obiettivo prefissato, verranno messi in evidenza quali siano i principali problemi che tale minoranza incontra nell’ordinamento italiano. Citandone alcuni possiamo dire che il principale è dato dalla mancata iscrizione anagrafica. Tanti sono gli effetti che scaturiscono dalla mancata iscrizione anagrafica, come si vedrà in seguito. Altri problemi scaturiscono dalla mancanza di riconoscimento del romanes come lingua minoritaria e, di conseguenza, dal non insegnamento della stessa nelle scuole. Si esamineranno i possibili vantaggi e gli svantaggi che comporterebbe introdurre nell’ordinamento italiano una normativa che riconosca una nuova minoranza nazionale stravolgendo così il concetto che la Costituzione italiana ha di minoranza (le minoranze nazionali in Italia sono, ad oggi, solo quelle storico-linguistiche che vedremo elencate e esaminate nel secondo capitolo). Si cercherà infine, con una breve conclusione, di dare una risposta al quesito principale della tesi: i rom e i sinti dovrebbero essere riconosciuti, dall’ordinamento giuridico italiano, come minoranza nazionale?

Roberta Murgia

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