La Notte dei cristalli

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Ottantuno anni fa, tra l’8 e il 13 novembre 1938, i nazisti, prendendo a pretesto l’omicidio di un funzionario tedesco dell’ambasciata di Parigi, scatenarono in tutto il Reich un violento pogrom antisemita di massa. Vennero distrutte più di duecento sinagoghe e rotte le vetrine di oltre mille negozi ebraici, decine di ebrei vennero uccisi e circa trentamila vennero deportati nei campi di concentramento.  

La sera del 9 novembre 1938, la violenza antiebraica attentamente orchestrata dai nazisti esplose ferocemente in tutto il Reich, che otto mesi prima aveva annesso l’Austria con l’Anschluss. Nei giorni successivi vennero bruciate e danneggiate duecento sinagoghe e saccheggiato e rotte le vetrine di oltre mille negozi ebraici. Circa trentamila ebrei di età compresa tra sedici e sessant’anni furono arrestati e inviati nei campi di concentramento. La polizia non intervenne per fermare le violenze. I vigili del fuoco non parteciparono per proteggere le sinagoghe ma per garantire che le fiamme non si diffondessero nelle proprietà ariane adiacenti. Al pogrom fu dato un nome caratteristico: Kristallnacht, la “Notte dei cristalli”. Da quel momento, gli ebrei persero definitivamente l’illusione di avere un futuro nella Germania nazista di Adolf Hitler.

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Il 12 novembre 1938 il feldmaresciallo Hermann Göring convocò una riunione tra alcuni funzionari nazisti per discutere dei danni all’economia tedesca causati dai pogrom. La comunità ebraica venne multata per un miliardo di Reichsmark. Inoltre, gli ebrei furono incaricati di ripulire le strade. Agli ebrei tedeschi, ma non agli ebrei stranieri, venne vietato di riscuotere i premi delle assicurazioni. Inoltre, gli fu presto negato l’ingresso nei teatri, furono costretti a viaggiare sui treni in compartimenti separati ed esclusi dalle scuole tedesche. Queste nuove restrizioni si aggiunsero ai divieti precedenti, come quelli che vietavano agli ebrei di conseguire titoli di studio universitari, di possedere attività commerciali o di praticare legge e attività mediche al servizio dei non ebrei. I nazisti continuavano a confiscare le proprietà ebraiche in un programma chiamato “Arianizzazione”. Göring concluse l’incontro di novembre con una nota ironica: “Non vorrei essere ebreo in Germania!”.

Massimo Piludu

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