Un libro al giorno: Una democrazia in crisi

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Alla fine dell’Ottocento la democrazia italiana entrava in crisi: l’aumento del costo del pane aveva fatto nascere quelle rivolte che il generale Bava Beccaris tentò di fermare a colpi di cannone, mentre in parlamento si discutevano le terribili “leggi speciali”.

Mentre l’Ottocento volgeva a termine, l’Italia era investita da una profonda crisi politica ed economica. Il Parlamento dei notabili era chiuso in se stesso, cieco ai bisogni e alle richieste del popolo, mentre il prezzo del pane saliva sempre più. Nel maggio del 1898 la situazione divenne insostenibile. La folla affamata insorse a Milano e il giorno 6 il generale Bava Beccaris ordinò all’esercito di sparare sulla folla inerme.

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Il re Umberto, dato il clamore che quel gesto causò, affidò il governo al generale Luigi Pelloux, il quale presentò le terribili “leggi d’eccezione”, le quali limitavano fortemente la libertà di stampa e di associazione. L’opposizione parlamentare, per contrastare le nuove disposizioni del governo, scelse la farsa dell’ostruzionismo, anticipando di venticinque anni quello che sarà l’Aventino dopo l’affaire Matteotti.

Vittorio Scacco

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Una democrazia in crisi