La fine della guerra di Crimea

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Centosessantaquattro anni fa, nel marzo del 1856, il trattato di Parigi pose fine al conflitto che negli ultimi tre anni aveva contrapposto la Russia alla Francia, al Regno Unito, alla Turchia e al Regno di Sardegna, sancendo la sconfitta dei russi.

Nell’estate del 1853, la Russia concluse le sue relazioni diplomatiche con l’Impero ottomano e invase i Principati del Danubio, oggi nell’attuale Romania. La Turchia rispose dichiarando guerra alla Russia nel mese di ottobre, segnando l’inizio del conflitto tra l’Impero russo e la coalizione formata dal Regno Unito, dall’Impero francese, da quello ottomano e da quello di Sardegna. Ciascuno dei protagonisti si impegnava nel conflitto per ragioni totalmente differenti. La Russia, allora governata da Nicola I, per prendere il controllo dello stretto del Mar Nero e rafforzare la sua influenza nella penisola balcanica. L’Impero ottomano per annientare i movimenti di liberazione nazionale nei Balcani e riconquistare la costa della Crimea e del Caucaso del Mar Nero. Per quanto riguarda il Regno Unito e la Francia, esse intendevano rafforzare le proprie posizioni in Medio Oriente e conquistare territori in Polonia, in Crimea, nel Caucaso e in Finlandia.

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È interessante notare che poco prima dell’inizio di questo conflitto, che in seguito prese il nome di “Guerra di Crimea”, Nicola dichiarò: “Per quanto riguarda l’Austria, mi fido di lei perché abbiamo firmato degli accordi che aggiustano i nostri rapporti”. Tuttavia, l’Imperatore si sbagliava, poiché l’Austria temeva l’insediamento di governi filo-russi nei Balcani. Per l’impero austriaco, ciò poteva incoraggiare l’ascesa dei movimenti separatisti in quella grande regione multietnica. Poco dopo l’inizio della guerra, divenne chiaro che la Russia non era preparata per un’operazione militare di quella portata: la debolezza dell’esercito russo era il prodotto della politica dello Zar.

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Ventuno anni dopo, scoppiò una nuova guerra tra la Russia e l’Impero ottomano, l’undicesima che oppose le due potenze dal 1568. Per le forze dello Zar Alessandro II, nonostante una campagna militare alquanto impegnativa, il conflitto sancì una vittoria brillante, alla quale partecipava anche il giovanissimo esercito rumeno. Le perdite furono terribili da entrambe le parti. In totale, i due conflitti, quello del 1853-1856 e quello del 1877-1878, causarono oltre seicentomila morti. La guerra del 1877 sconvolse ulteriormente la mappa dell’Europa sudorientale, con l’indipendenza definitiva della Serbia e della Romania e l’autonomia della Bulgaria, mentre l’influenza russa si estese nella regione. Nel 1914-1918, Russia e Turchia si affrontarono di nuovo senza pietà, e con la Grande Guerra persero le loro storiche monarchie e parte dei loro vasti imperi.

Federica Bellagamba

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