Apprezzamenti o avance?

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Quando la bellezza fa girare la testa!

C’è una foto favolosa che in questo periodo mi è tornata alla mente. La foto risale al 1951. La fotografa era Ruth Orkin, una giovane donna americana che scattò delle immagini per un servizio per “Cosmopolitan”. La foto si intitola «an American girl in Italy». Nell’immagine si vedeva una bellissima ragazza che passava in una via di Firenze e molti uomini che si girano ad ammirarla. Giovani e meno giovani! Quella ragazza, si chiamava Ninalee Allen, una studentessa 23enne americana in viaggio in Europa dopo il college. La didascalia recitava «Quando viaggi da sola» e nell’articolo si chiariva che «l’ammirazione pubblica non deve mettervi agitazione: è un passatempo inoffensivo e lusinghiero!». Questa opinione è stata più volte confermata sia dalla fotografa che dalla studentessa. Oggi avrebbe postato la foto sui social per sollevare un caso di cat-calling. Ci rendiamo conto di quanto le convenzioni sociali ci hanno fatto regredire? Sono passati settant’anni esatti da quella foto ma allora le menti erano decisamente più aperte. Purtroppo ogni apprezzamento o atto di galanteria oggigiorno viene percepito come prodromico ad una molestia che a sua volta sarà un apripista per un atto di violenza.

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Non possiamo più fare un complimento perché anche questo potrà essere travisato. «Ma ci sta provando con me?» questa la domanda che può balenare in testa ad una donna di fronte a uomini particolarmente cortesi e gentili. «Stamattina sei più luminosa del solito», «Oggi ti vedo particolarmente in forma» sono frasi pericolose da dire. Non se ne può più! Non lo dico io! Uno studio dell’Università del Kansas ha rilevato che solo il 28% dei partecipanti aveva saputo distinguere un tentativo di flirt o avance da un semplice apprezzamento. Cioè la frase quasi nei ¾ dei casi è stata fraintesa. Tutto ciò è di uno squallore imbarazzante! Ci stanno vietando gli atti di galanteria, quei normali complimenti che rendono la vita più umana e meno glaciale come le convenzioni sociali vorrebbero uniformarci! Le convenzioni sociali che ci hanno resi simili a cyborg insensibili incapaci di provare emozioni umane. Per paradosso poi le donne sono le prime che –sospirando– ammettono «non ci sono più gli uomini di una volta».

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Quando nel 2017 scoppiò la “bomba Weinstein” mi domandai se a Hollywood avessero scoperto l’acqua calda. Tutto ad un tratto scoprirono chi fosse il fondatore della casa di produzione Miramax. Tutti (anzi tutte) conoscevano bene i modi di fare di Weinstein ma sapevano anche che era una gallina dalle uova d’oro: un film prodotto da lui aveva già un Golden Globe (e forse un Oscar!) in mano. Meryl Streep durante la cerimonia dei Golden Globe definì Weinstein «un dio», salvo poi parlare di un «disgustoso ed imperdonabile abuso di potere». A quel punto una grande donna, nonché grandissima attrice come Catherine Deneuve con una lettera aperta pubblicata su «Le Monde» criticò un “nuovo puritanesimo”. «Lo stupro è un crimine –affermò–  ma tentare di sedurre qualcuno, anche in maniera insistente o maldestra, non è un reato, né la galanteria è un’aggressione del maschio». «Difendiamo la libertà di importunarci» concludeva così il suo appello la Deneuve.  Alla Deneuve si è unita qualche mese fa l’ultima vera icona sexy, B.B. Brigitte Bardot. In un’intervista a “Paris Match” disse che trovava ipocrita e ridicolo il finto moralismo delle attrici del “metoo”. «Trovavo molto lusinghiero quando qualcuno mi diceva che ero bella e ammetto che mi faceva piacere sentirmi dire che avevo un bel culo (sic)». Altri tempi, altre donne.

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Parlo per esperienza personale: spesso mi son sentito apostrofare per un baciamano o per aver aperto la portiera di un’auto ad una donna. Concludendo vorrei rivolgere un appello alle donne: educate i vostri figli a essere dei veri uomini e a usare la cavalleria (innanzitutto con voi). Insegnate loro il rispetto per le donne, non accettate le maleducazioni dei vostri figli con la scusa che “sono ragazzi” e che sono i vostri figli. Diventeranno uomini, meglio per tutti che sappiano che cos’è la cavalleria. E –aggiungo– insegnate alle vostre figlie a rispettare sé stesse e ad apprezzare la cavalleria. Siamo uomini, non cyborg. Il pericolo più insidioso per una donna spesso è dentro le mura domestiche!

P.S. non so fischiare!

Vincenzo Mangione

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E buona lettura.