La destra non ha cultura da 300 anni?

Scanzi non legge libri da 300 anni?

«Voi di destra vi sentite inferiori perché non avete uno straccio di intellettuale da trecento anni».
Così Andrea Scanzi, giornalista de «il Fatto quotidiano» ha pontificato nel salotto televisivo di Lilli Gruber a “La7”.
In tanti hanno voluto citare – in ordine sparso – alcuni autori che possiamo inserire in questa categoria ideale, da Borges a Céline, da Cioran, a T. S. Eliot, da Hesse a Ionesco, da Thomas Mann a Nabokov, Ezra Pound o W. B. Yeats. In Italia poi possiamo citare Croce, D’Annunzio, Carlo Emilio Gadda, Landolfi, Marinetti, Montale, Palazzeschi, Papini, Pirandello, Prezzolini, Tomasi di Lampedusa. Qualcuno inserisce anche i “transfughi dalla sinistra” come Gide, Hemingway e Orwell. Per arrivare ai nostri giorni Berto, Bettiza, Buscaroli, De Felice, Delfini, Del Noce, Longanesi, Piovene, Ricossa. E Friedman, Heidegger, Houellebecq non li aggiungiamo? Se poi ci dedichiamo ai viventi possiamo citare in rigoroso ordine alfabetico tra Buttafuoco e Veneziani. C’è poi chi fa notare – absit inuria verbis – che molti intellettuali di sinistra siano così impegnati a scrivere libri da non aver avuto il tempo di leggerne uno. Negli ultimi trecento anni!

 

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