E la U.E. s’inventa il “vino analcoolico”

«e noi je dimo e noi je famo, c’hai messo l’acqua, ‘un te pagamo»

Dopo il via libera alle pietanze a base di insetti ora l’UE vorrebbe portare sulle tavole dei cittadini anche il vino “analcolico” optando per una parziale “dealcoolizzazione” anche dei vini a indicazione geografica tipica, con la possibilità di aggiungere acqua per rendere più leggero il prodotto.
Dietro la scelta delle istituzioni Ue ci sarebbe l’intento di rendere più “green” e sostenibile la nostra dieta e di combattere l’alcolismo, diffuso soprattutto nel nord Europa.
«Si tratta dell’ennesimo passo verso l’omologazione a discapito della qualità» spiega  Paolo Di Stefano, capo dell’ufficio della Coldiretti a Bruxelles. «Potrà essere definito vino un prodotto che vino non è, e il fatto che l’eventuale aggiunta di acqua possa non essere indicata in etichetta rappresenta un problema non da poco per i consumatori».

 

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