Cecchi Paone: “Affermi che l’unica famiglia possibile è quella tra uomo e donna? Inciti all’odio, quindi sei perseguibile”

Il centrodestra risponde: “Ecco lo scopo del ddl Zan, limitare la libertà d’espressione”.
Con un intervento a La Zanzara, trasmissione radiofonica in onda su Radio24, Cecchi Paone ha animato ulteriormente il dibattito sul ddl Zan. Si parlava della recente esibizione di Pio e Amedeo, quella che ha “sconvolto” l’opinione pubblica poiché considerata troppo politicamente scorretta, e il giornalista si è mostrato totalmente in disaccordo con quanto detto durante lo show. In particolare, Cecchi Paone non ha apprezzato il passaggio in cui è stato citato. Cruciani ha provato a spiegargli che il duo comico pugliese ha semplicemente rivendicato l’uso scherzoso della parola “froc*o” e “finocc**o”, rifiutando la marchiatura a vita di omofobi o di coloro che incitano all’odio. Ma Cecchi Paone non ci sta: “Per un ragazzino di un paesino sperduto sentirsi dire froc*o è una ferita nell’anima. Mi chiedi se discriminano? Sì, sono grandi maleducati, non puoi dire come hanno detto a me ‘frocio di me***”. Ma la versione del giornalista è ben diversa rispetto a quella reale. Infatti, nel loro monologo, Pio e Amedeo non hanno mai pronunciato l’insulto “froc*o di me***”: “Questo lo devo dire: Cecchi Paone è un pezzo di me***!”, dice uno dei due comici a inizio monologo. “Stavamo a Mediaset, un giorno fuori diluviava. Noi usciamo, eravamo senza macchina ovviamente, neppure i soldi per il taxi, poi passa Cecchi Paone, noi lo chiamiamo. Lui si ferma e gli chiediamo un passaggio e lui ci dice di no, dice che va dall’altra parte”, concludono. Così, data la realtà dei fatti, Cruciani ribadisce: “Ma no, non ti hanno detto così, hanno detto che eri un ‘pezzo di me***’ perché non li hai caricati in macchina”. Ma il giornalista insiste con il fornire una versione differente: “Me l’hanno detto, me lo hanno detto. Ma a me non frega niente, io faccio una battaglia perché posso e voglio che tutti abbiano gli stessi diritti. In merito a quell’episodio ti farò ridere, non li ho tirati su perché non li ho riconosciuti”. Ma ecco che arriviamo alla parte che sta suscitando non poche polemiche. Cruciani chiede al giornalista: “Secondo te uno che dice: ‘Due gay non fanno una famiglia’. Oppure ‘Sono contro natura?’, è un’incitazione all’odio?”. Questa la risposta: “Sì, perché crei infelicità negli esseri umani, inciti all’odio. Se tu dici che i froci non possono unirsi in matrimonio per me sei perseguibile. Pio e Amedeo continueranno a usare quelle parole e io gli ricorderò che la storia di queste parole non è edificante”. Immediata la reazione del centrodestra, in particolare di Matteo Salvini e di Giorgia Meloni. “Ed eccoli smascherati. Il testimonial della legge Zan ammette candidamente che una legittima posizione sulla famiglia fondata su uomo e donna dovrebbe essere PERSEGUIBILE penalmente come “incitamento all’odio” (!!!), alla faccia di chi dice che siano invenzioni di quel brutto retrogrado di Salvini… Le idee NON si processano per legge, NO al pensiero unico, viva la Libertà!”, commenta il primo sui social. Simile la reazione della leader di Fratelli d’Italia: “Dire che la famiglia è quella tra uomo e donna? Per Cecchi Paone è incitamento all’odio e dovrebbe essere un pensiero perseguibile. Ecco qual è il loro unico scopo: limitare la libertà di espressione”.
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