L’ex brigatista rosso Di Marzio è libero

Per la prescrizione non è più possibile estradarlo in Italia.

Di Marzio è stato l’unico a far perdere le proprie tracce quando, due settimane fa, era scattata l’operazione ‘Ombre Rosse’, che aveva provocato l’arresto di 10 brigatisti rossi. Ex membro dell’ala militarista delle Brigate rosse, dovrebbe scontare ancora un residuo di pena a 5 anni e 9 mesi di carcere per banda armata, associazione sovversiva, sequestro di persona e rapina. Di Marzio, che a Parigi gestisce da anni un noto ristorante in centro, il ‘Baraonda’ (e, noi aggiungiamo, dopo aver evidentemente accettato le regole del capitalismo), fu già arrestato una volta nel 1994 su richiesta dell’Italia. La Corte d’Appello diede, dopo un anno, parere favorevole all’estradizione, ma il relativo decreto governativo non fu mai firmato. Sulle sue spalle pesa il tentato sequestro del vicecapo della Digos di Roma, Nicola Simone, il 6 gennaio 1982. Il tentativo di fuga delle scorse settimane era perciò, secondo gli inquirenti, finalizzato al raggiungimento del 10 maggio, giorno in cui è appunto scattata la prescrizione.

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