Se il prof. Bassetti smonta il “green pass” di sei mesi

Per il direttore della clinica di Malattie infettive del San Martino di Genova ci vuole un po’ più di coraggio per dare un vero e proprio segnale di ripartenza

Anche il Garante della Privacy ha espresso forti dubbi sulla questione del momento: il “green pass”, ovvero il documento operativo che consentirebbe di spostarsi in ambito nazionale, dopo aver dimostrato di essere stato sottoposto a vaccino anti-Covid, di aver contratto e superato il Coronavirus, o di essere risultato negativo al test, in attesa che anche l’Unione Europea renda disponibile il Digital Green Certificate (DGC), che permetterà invece di spostarsi liberamente fra i paesi dell’Ue.
Il pass, rilasciato dalla struttura in cui è stata effettuata l’inoculazione del vaccino, ha una durata di sei mesi. Stesso discorso per il certificato di guarigione, che avrà validità di sei mesi e potrà essere emesso dalla struttura in cui il paziente è stato ricoverato.
Anche il direttore della clinica di Malattie infettive dell’ospedale “San Martino” di Genova, prof. Matteo Bassetti su Facebook avanza una proposta .
Ci vuole un po’ più di coraggio e di iniziativa per dare segnali di ritorno alla normalità in sicurezza – scrive su Facebook l’infettivologo – Non esiste alcuno studio che fissi la copertura del siero a sei mesi. Allunghiamo la durata del green pass per i vaccinati a 12 mesi. La burocrazia italiana e la poca reattività di alcune istituzioni rischiano di uccidere la ripartenza».
Infine – in cauda venenum – il prof. Bassetti lancia una stoccatina a qualche collega e a qualche giornalista che  ultimamente lo ha accusato di stare troppo in tv e poco in corsia: «Io intanto continuo a lavorare e a studiare, senza smettere di comunicare via tv, giornali, e via social. Riesco a fare più cose insieme, come sempre».

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