Umberto Cerboni, il tenente caduto durante la Strafexpedition

Centocinque anni fa, il 17 maggio 1916, il tenente Cerboni, sopraffatto coi suoi uomini dalla grande offensiva austriaca cominciata due giorni prima, veniva colpito a morte dalle pallottole nemiche dopo aver rifiutato di arrendersi.

Centocinque anni fa, il 17 maggio 1916, dopo che l’attacco austriaco, la Strafexpedition, la “spedizione punitiva”, aveva fatto saltare le difese italiane poste in posizione troppo avanzata, fece intendere ai generali italiani che la difesa delle postazioni era impossibile. Il tenente ventiseienne Umberto Cerboni ricevette l’ordine di abbandonare la postazione col suo reparto, l’8a compagnia della Brigata Roma. Posizionatosi su un avamposto con pochi uomini, tentò l’impossibile impresa di bloccare l’a marcia degli austriaci. Il contrattacco fallì e Cerboni si ritrovò accerchiato. Gli austriaci gli intimarono la resa ma il tenente, rimasto senza munizioni, li attaccò con un pugnale, per poi cadere a terra dopo aver ricevuto una scarica di proiettili sull’altipiano del Pozza.

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