Gli chef in rivolta per il coprifuoco: «Inutile posticiparlo»

Da Vissani a Colonna spingono che all’estensione del coprifuoco segua la riapertura dei locali al chiuso

Non basta posticipare il coprifuoco (alle 23? Alle 24?) se si vuole garantire un reale ritorno alla normalità occorre riaprire gli spazi interni dei ristoranti.
Nelle prossime ore la cabina di regia valuterà l’estensione del coprifuoco fino alle ore 23 o 24 che dovrebbe entrare in vigore con il prossimo decreto del 24 maggio.
«Se mi chiamasse Draghi e mi chiedesse di scegliere fra lo slittamento del coprifuoco e l’apertura interna dei ristoranti anche a cena, non avrei dubbi: mi auguro sia l’uno che l’altro», ha dichiarato lo chef stellato di fama internazionale Antonello Colonna all’Adnkronos.
Inaccettabili, secondo lo chef, soluzioni palliative e “mezze aperture o mezze chiusure“. «Anche in Gran Bretagna e negli Usa stanno riaprendo tutto, senza troppe limitazioni, perché non lo facciamo anche noi? E perché gli ultimi a essere presi in considerazione e quindi a essere penalizzati debbono essere sempre i ristoranti?»
Sulla stessa lunghezza d’onda Gianfranco Vissani che sceglie la via dell’ironia: «A Milano si mangia con il cappotto e io esco dal ristorante col mal di pancia».
«Lo slittamento del coprifuoco dovrebbero essere a partire dalle 24 in poi e soprattutto consentire che si possa cenare all’interno dei locali» spiega Vissani.
Anche lo chef Alessandro Circiello si appella all’ironia: «Lo slittamento del coprifuoco, anche di un’ora, permette di andare a cena e di digerire meglio, la fretta non fa digerire. Stare al ristorante dev’essere un piacere. Se guardiamo l’orologio per paura delle 23:00 ne risente la digestione!». Lo chef, come i suoi colleghi, auspica anche la riapertura interna dei locali, sempre prestando massima attenzione alle norme anti contagio e al “giusto distanziamento“.

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