La Corte europea chiede chiarimenti sulla condanna a Berlusconi

I giudici di Strasburgo hanno chiesto di chiarire la condanna del 2013

Nel 2013, Silvio Berlusconi veniva condannato dalla Corte di Cassazione a quattro anni di carcere per frode fiscale. In seguito a quella sentenza, il leader di Forza Italia perse la carica di senatore. Dopo diversi anni, la Corte europea dei Diritti dell’Uomo ha chiesto all’Italia di chiarirne le motivazioni.

Tra le domande più impegnative poste dalla Corte di Strasburgo si può trovare: “Il ricorrente signor Silvio Berlusconi ha beneficiato di una procedura dinanzi a un tribunale indipendente, imparziale e costituito per legge? Ha avuto diritto a un processo equo? Ha disposto del tempo necessario alla preparazione della sua difesa?”.

Le motivazioni dell’intervento europeo provengono da alcune presunte violazioni dei diritti della difesa, tra cui il taglio dei testimoni e le mancate traduzioni in italiano di alcuni documenti. Queste contestazioni erano già state respinte dai giudici italiani, perciò i legali di Berlusconi hanno deciso di rivolgersi alla Cedu.

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