Ddl Zan, Luca Ricolfi senza peli sulla lingua

Il sociologo, intervenuto ieri a “Quarta Repubblica” su Rete4, ha evidenziato quelli che secondo lui sarebbero i pro e i contro di questa legge tanto discussa.
“Quello che mi piace del ddl Zan è che ha fatto emergere in modo molto chiaro tutti i limiti della legge Mancino e della legislazione precedente. La legge Mancino è incompleta: sono previste determinate aggravanti e determinati reati legati all’odio razziale, alla discriminazione etnica, religiosa e nazionale ma manca tutta la componente legata all’identità di genere. Anche nella legge Zan, però, mancano delle cose: ad esempio i disabili. Solo che andando avanti così, tra qualche anno metteremo, probabilmente, anche i barboni tra le categorie da tutelare. Ciò detto, la legislazione precedente ha una lacuna enorme. Questa lacuna viene colmata e questo è estremamente positivo. Quindi questo è ciò che mi piace della legge Zan”. Così il sociologo Luca Ricolfi, intervenuto ieri a “Quarta Repubblica” su Rete4, ha spiegato l’unico aspetto – secondo lui – positivo del ddl Zan. Successivamente, però, ha analizzato anche gli aspetti – sempre secondo lui – negativi: “Ciò che non mi piace è che la legge si presenta come una sorta di ‘Cavallo di Troia’, ossia in base ad un principio giusto – quello di colmare la lacuna citata precedentemente – s’introducono degli articoli (art. 1, 4, 5 e 7) che non sono assolutamente necessari per tutelare i diritti degli omosessuali, sono un ‘Cavallo di Troia’ che serve ad introdurre il politicamente corretto in modo diffuso nella società. Per cui, nelle scuole ci sarà una rieducazione o educazione dei bambini, i reprobi e i condannati passeranno del tempo nelle associazioni Lgbt per espiare la pena, eccetera. Ecco, ci tengo a fare un’osservazione di tipo storico: questa parte ridondante e, anzi, anche molto pericolosa in cui una parte politica cerca di imporre la sua visione del mondo a tutta la società non c’era in precedenti disegni di legge dello stesso Zan e di Scalfarotto. Io mi sono andato a vedere tutta la legislazione precedente e ci sono una proposta di legge del 2013 ed una del 2018 nelle quali tutto questo apparato eccessivo, che io chiamo ‘Cavallo di Troia’ non c’è. Questo perché loro stessi, fino a qualche anno fa, non volevano stravincere ma solo convincere. È questo che è cambiato, è questo che a me non convince”. Infine conclude: “Se noi togliamo queste parti, che sono chiaramente ideologiche, una soluzione si trova facilmente. A me non interessa molto che sia un intervento sul codice penale o in parte sulla Mancino. Non importa. La cosa importante sarebbe arrivarci tutti insieme, non farne la bandiera di una parte politica”.

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