La pena di Oscar Wilde

Centoventiquattro anni fa, il 19 maggio 1897, lo scrittore irlandese Oscar Wilde lasciava la prigione di Reading Gaol. Era stato precedentemente processato e condannato a due anni di carcere e lavori forzati a causa della sua omosessualità.

Considerando che i saggi di Oscar Wilde hanno sostenuto l’individualismo e l’autorealizzazione come via per una vita più ricca e una società più giusta, Dorian segue un percorso di edonismo, autoindulgenza e materialista. È comunque una storia che riflette intensamente la doppia vita di Wilde e anticipa la sua caduta. La negazione di Dorian, “La bruttezza era l’unica realtà”, riassume ordinatamente l’estetica di Wilde, sia il suo amore per il bello che il suo fascino per il profano. La pubblicazione del romanzo scandalizzò l’Inghilterra vittoriana e Il ritratto di Dorian Gray fu usato come prova contro Wilde quando fu processato e condannato nel 1895 con l’accusa di omosessualità.

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