33 anni fa ci lasciava Giorgio Almirante

Abile oratore e stimato, anche dagli avversari politici.

Il 22 maggio 1988 si spegneva dopo mesi di sofferenze e numerosi ricoveri nella clinica di “Villa del Rosario”, Giorgio Almirante, storico uomo politico della destra italiana.
Stimatissimo anche dai suoi avversari politici per la sua rettitudine morale, è stato il fondatore nonché lo storico segretario del Movimento Sociale Italiano fondato con Pino Romualdi e Augusto de Marsanich nel 1946 del quale è stato il leader-icona di più lunga durata e di più grande popolarità.
Almirante è stato innegabilmente il miglior oratore della Repubblica Italiana.
Nonostante sia vissuto in un periodo di grandi statisti come De Gasperi o Einaudi, o eminenti intelligenze politiche come Togliatti, Moro, Craxi, Andreotti, Spadolini, Malagodi, Fanfani e Saragat, nessuno reggeva il paragone con lui. Nessuno sapeva usare come lui le corde del cuore e dell’ironia, dell’ars oratoria e dell’invettiva politica, scorrendo con lievità da un genere all’altro e componendole tutte in una lezione di italianità e di italiano, nel senso liceale della parola.
A ciò si aggiungeva il carisma innato che accompagna chi naviga sull’onda della nostalgia facendo leva sul fascino allusivo del rimpianto e dell’eroico andare contro la corrente del tempo.
A tutto ciò  si aggiungeva l’impronta genetica di figlio di attori, il timbro di voce sincero e suadente, il fascino di seduttore e – non ultimo – lo lo sguardo ceruleo che da solo già bucava il video e la piazza.

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