Il prof. Massimo Galli torna a vaticinare in tv.

Bruno Vespa: «Lei è il Davigo dei virologi».

«La televisione non mi è mancata proprio» afferma l’infettivologo del Sacco di Milano ospite di #cartabianca (RaiTre) dopo l’annunciato “silenzio-stampa” di due settimane lontano dal piccolo schermo.
Alla domanda della conduttrice «Come valuta i dati positivi registrati in questi ultimi giorni?» replica con un po’ di sussiego «Un conto sono le scelte dei politici, un conto le valutazioni di chi valuta i dati scientifici con tutta l’alea che comportano, ma senza stare a rinvangare il trend è positivo quindi tiro un sospiro di sollievo». «Probabilmente molte persone si infettano in modo asintomatico e questo è un problema» chiosa Galli. E quando la Berlinguer cita l’immunologo del “Policlinico Umberto I” di Roma, Francesco Le Foche secondo il quale «nel 2022 l’epidemia sarà dimenticata» spazientito risponde «Con tutto il rispetto mi sembra un’ipotesi campata per aria […] anche l’immunità di gregge mi lascia un filo perplesso. […] stiamo usando un vaccino costruito sul virus di un anno e mezzo fa a Wuhan, ci sono state tante varianti tanto che si è visto che chi ha contratto ora l’infezione ha anticorpi superiori perfino a quelli di chi ha fatto il vaccino»
Il “pessimismo cosmico” di Galli spingono a quel punto il decano dei giornalisti Bruno Vespa ad affondare qualche colpo definendolo «il Davigo dei virologi». E parafrasando l’ex pm di Mani Pulite dice «per lei non ci sono persone sane, ma infettati che la fanno franca. Faccia un sorriso liberatorio, non siamo morti dopo le riaperture».
A quel punto l’infettivologo replica piccato come i francesi dopo la vittoria dei Måneskin: «Sono rilassatissimo e non faccio il Davigo, di cui ho stima, ma abbia pazienza: facciamo i medici, non i notai».
Anche Vespa allora si fa più serio «Deve valutare bene quello che dice perché se lancia il messaggio che uno è contagioso nonostante il vaccino non va bene».
Il giornalista non domo insiste ricordando al medico il tono dei suoi vaticini: «Lei ha sbagliato prevedendo la catastrofe?».
«Io non ho previsto la catastrofe!» sbotta Galli.
Ma Cassandra-Galli ha l’ultima cartuccia da sparare: «Ci dobbiamo preparare, perché non si otterrà la mitica immunità di gregge. Il vaccino non è la coperta di Linus. Vanno valutate le situazioni in cui non sviluppa gli anticorpi e gli over 60 che sono sfuggiti»

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