Gioventù (bruciata): in Italia è sempre più fuga di cervelli

Il rapporto della Corte dei Conti parla chiaro: incremento del 41,8% di fuga di cervelli dal 2013.

Non c’è niente da fare: dal 2013, il numero di giovani che sono scappati per studiare all’estero è aumentato del 41,8%. Secondo la Corte dei Conti, il problema principale sono due: “le persistenti difficoltà di entrata nel mercato del lavoro” e il fatto che “la laurea non offre, come in area Ocse, possibilità d’impiego maggiori rispetto a quelle di chi ha un livello di istruzione inferiore”. Le problematiche sottolineate da questo rapporto sono davvero drammatiche, se non catastrofiche, per il futuro del paese. La questione, in più, risulta ancora più critica, se si pensa che l’analisi è basata su tutte le Università italiane, tra le quali, secondo altri studi (Anvur, l’Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca), le università del nord spiccano su quelle del sud. Questa lacuna dovrebbe essere risolta ai vertici delle istituzioni, ma, secondo lo stesso studio: “nel periodo 2016-2019 l’investimento pubblico nella ricerca appare ancora sotto la media europea”.

 

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