La Florida dice STOP alla censura sui social network

Ron de Santis, governatore del Sunshine State si ribella allo strapotere del deplatforming

Da lunedì 24 maggio in Florida (USA) è in vigore una legge che vieta ai social network di effettuare il “deplatforming” ovvero la cancellazione di un account in particolare se la decisione colpisca un esponente politico che concorra per le elezioni. Il progetto di legge porta la firma di Ron de Santis, repubblicano vicino a Trump, governatore del Sunshine State, che potrebbe correre alle presidenziali del 2024 come vice in un’ipotetica seconda candidatura del tycoon o addirittura come presidente.
De Santis ha accusato più volte le “big tech companies” di utilizzare lo strumento del ban come arma politica.
Ed il caso della sospensione definitiva dell’ex presidente che ha destato molto scalpore nel GOP, ha senza dubbio ispirato questa decisione del governatore.
«Se i sorveglianti delle big tech applicano le regole in modo incoerente, per discriminare a favore dell’ideologia dominante della Silicon Valley, ora saranno ritenuti responsabili»
Le multe ammontano a 250.000$ al giorno se il profilo sospeso è di un candidato di un’elezione statale, 25.00$ nel caso di un’altra elezione.
Per i cittadini invece viene introdotto un percorso facilitato per denuncia la piattaforma social qualora volessero impugnare la sospensione. Le piattaforme inoltre non potranno limitare la circolazione di articoli giornalistici in base al loro contenuto.
Il provvedimento rischia di essere in contraddizione con la famosa sezione 230, fortemente osteggiata dalla presidenza Trump, che solleva i social media dalle responsabilità editoriali
È prevista un’eccezione per tutte quelle aziende che possiedono un “parco a tema”, come ad esempio la Disney che non per nulla in Florida gestisce l’immenso parco di divertimenti ad Orlando, fonte di entrate insostituibile per la Florida

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