Affile, imbrattate le targhe ai caduti.

Il sindaco accusa l’ANPI

Un nuovo capitolo sulla “cancelculture” si aggiunge riguardo un mini-sacrario dedicato al gen. Rodolfo Graziani ad Affile, piccolo centro nell’hinterland romano già finito nel polverone mediatico nel 2012, all’inaugurazione un sacrario di 36 metri quadrati intitolato al maresciallo d’Italia ed ai caduti affilani di tutte le guerre.
Dopo un flash mob organizzato dall’ANPI, il sindaco Ercole Viri, scopre che alcune targhe dedicate ai caduti son state imbrattate con delle vernice rossa.
«Ho sporto denuncia, noi affilani siamo stanchi dei continui atti vandalici di chi vuole cancellare la storia» afferma il sindaco.
Un luogo della rimembranza, almeno nelle intenzioni del sindaco che lo inaugurò, e fu denunciato per questo dall’Associazione Nazionale Partigiani Italiani e finì alla sbarra per apologia del fascismo. Lo scorso settembre, questa stessa controversia giudiziaria è arrivata alla Cassazione che ha annullato con rinvio le precedenti sentenze.
Nel frattempo è intervenuta la prescrizione.
Caso chiuso? Niente affatto come dimostra il flash mob dove decine di persone si sono radunate davanti al sacrario con le mani al cielo protette da guanti in lattice sporchi di vernice rossa.
La stessa vernice finita anche su alcune delle targhe commemorative presenti lungo il sentiero che conduce al piccolo museo. «È un gesto inqualificabile, imbrattare, deturpare e offendere la memoria dei nostri morti – attacca Viri – è uno sfregio all’intera comunità affilana!»
«Apprendiamo che dopo il nostro flash mob il ‘monumento’ a Graziani è stato imbrattato. Naturalmente non ci riguarda» si legge in un comunicato diramato dall’Anpi.
Il mausoleo era finito nel mirino dei vandali già nel 2014, mentre qualche anno dopo è toccato alla tomba del generale che si trova nel vecchio cimitero cittadino.
«La storia – conclude il sindaco – non va cancellata: i musei servono per ricordare chi siamo e come monito per il futuro»

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