Her Majesty the Queen: 68 anni da regina.

Sul trono ha già macinato numerosi record (ma non finisce qui!)

Il 2 giugno del 1953, il mondo intero si fermò – estasiato – per assistere all’incoronazione della regina Elisabetta II.
Una ragazza di 27 anni diventava la regina d’Inghilterra. Per la prima volta una cerimonia di incoronazione veniva trasmessa in tv.
Attualmente è la sovrana più longeva al mondo, colei che ha regnato più a lungo nella storia britannica.
In realtà, la regina a causa della scomparsa improvvisa del padre, re Giorgio VI, assunse la gestione del regno il 6 febbraio 1952, ma – per rispettare il lutto per la morte del re – fu fatto trascorrere più di un anno tra l’ascesa al trono e la cerimonia d’incoronazione.
Nel giorno dell’incoronazione, Elisabetta indossava un abito di Norman Hartnell in satin bianco con maniche corte, scollo a cuore e gonna a campana, ricamato in oro, argento e perle, i simboli del Regno Unito e dei Paesi del Commonwealth.
Sei damigelle le misero poi un mantello di velluto rosso, bordato di ermellino, lungo 5 metri e mezzo.
Quasi tre milioni di sudditi, nonostante la pioggia, scesero per le strade di Londra per salutare la loro regina. Alcuni passarono la notte fuori per assicurarsi i posti migliori. Ma a guardare la cerimonia furono varie decine di milioni di persone, poiché – per la prima volta – una cerimonia di incoronazione avvenne in diretta TV.
Ricordando quel momento, la regina – in un’intervista alla Bbc – svelò che a proposito del peso della corona  «il collo si sarebbe spezzato se avessi guardato in basso per leggere il discorso».
Alla cerimonia si tenne a Westminster Abbey e vi partecipò tutta la famiglia reale tranne Anna, secondogenita di Elisabetta, che era troppo piccola, ed Edoardo VIII, lo zio che nel 1936 abdicando per sposare Wallis Simpson, spianò la strada alla nipote. Presente ovviamente Philip, suo marito dal 1947 sempre al suo fianco (ma rispettosamente due passi indietro!) fino a qualche mese fa.
Il rito a Westminster si concluse con gli invitati che intonarono «God save the Queen».
I preparativi per quel 2 giugno 1953 durarono ben 16 mesi

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