2 giugno 1946: l’Italia diventa una Repubblica

12.717.923 italiani scelsero la Repubblica.

Il 2 giugno del 1946 l’Italia con un referendum decideva il suo futuro decretando l’inizio di una nuova era dopo il ventennio fascista.
Partecipò alla consultazione l’89% della popolazione avente diritto: il 54,3% pose una “x” sulla casella che rappresentava la Repubblica, eleggendo parallelamente l’Assemblea Costituente che avrebbe avuto il compito di scrivere la nuova Costituzione.
Per il referendum del 2-3 giugno ‘46 per la prima volta nella nostra storia furono ammesse alle urne anche le donne.
«Al seggio è meglio andare senza rossetto alle labbra – scriveva il “Corriere della Sera” spiegando che – siccome la scheda deve essere incollata e non deve avere alcun segno di riconoscimento, le donne nell’umettare con le labbra il lembo da incollare potrebbero, senza volerlo, lasciarvi un po’ di rossetto e in questo caso rendere nullo il loro voto. Dunque, il rossetto lo si porti con sé, per ravvivare le labbra fuori dal seggio».
Unica condizione per votare era l’aver compiuto 21 anni, che all’epoca corrispondevano alla maggiore età.
La notte tra il 1° e il 2 giugno, alle 2.20 del mattino dalla redazione dell’Ansa partì un dispaccio che violava il silenzio elettorale: il Re Umberto II in persona, che tre settimane prima era asceso al trono dopo l’abdicazione del padre Vittorio Emanuele III disse «Italiani, vi dico solennemente che in caso di riaffermazione dell’istituto monarchico accetterò le responsabilità che ho assunte secondo la legge della successione, ma per quanto mi riguarda e mi compete, mi impegno ad ammettere che, appena la Costituente avrà assolto il suo compito, possa essere ancora sottoposta agli italiani, nella forma che la rappresentanza popolare volesse proporre, la domanda cui siete chiamati a rispondere il 2 giugno”, recitava il testo.
Vinse la Repubblica nonostante ci fu chi parlò di brogli.
L’esito ufficiale del riconteggio arrivò 5 giorni dopo, il 18 giugno del 1946, quando la Corte di Cassazione pose fine al Regno d’Italia, dichiarando ufficialmente la nascita della Repubblica.
Esattamente 12.717.923 voti furono conteggiati a favore della Repubblica contro 10.719.284 a sostegno del regime monarchico.
L’esito ebbe come primo effetto l’esilio dell’allora Re d’Italia, Umberto II, insieme con l’intera famiglia di casa Savoia.

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