6 giugno 1944: Operazione Overlord.

L’operazione militare più imponente della storia: il “D Day”

Nell’inverno del 1943, gli Alleati concordarono la necessità di aprire un secondo fronte occidentale dopo quello aperto nell’Italia meridionale, per accerchiare le truppe naziste e liberare Parigi. Nel contempo, si voleva controbilanciare l’offensiva sovietica da est, guardando già agli equilibri politici dei futuri accordi di pace.
La strategia iniziale fu quella di far credere che lo sbarco sarebbe avvenuto nella zona del Pas de Calais, quando il vero obiettivo era in realtà la Normandia, nel nord della Francia.
Dopo uno slittamento di data di due giorni, dettato dalle cattive condizioni meteorologiche, l’«ora X» scattò all’alba del 6 giugno 1944.
Alle 6.30 arrivarono a Utah Beach (nome in codice di una delle cinque spiagge interessate dall’operazione) i primi reparti dei due eserciti, statunitense (al comando del generale Dwight Eisenhower) e anglo-canadese (agli ordini del generale Bernard Law Montgomery).
I nazisti, e lo stesso Hitler, convinti dell’impossibilità di effettuare lo sbarco in Normandia, si trovarono sorpresi dal numero eccezionale di uomini e mezzi della compagine alleata: più di 7.000 vascelli (di cui 4.000 mezzi da sbarco) e 130 navi da guerra per il bombardamento navale, scortati da 12.700 aerei.
Tuttavia la situazione si presentò tutt’altro che agevole, in particolare nella spiaggia di Omaha (Bassa Normandia) dove gli alleati registrarono il maggior numero di perdite, 3mila vittime su 10.300 dell’intera operazione; quelle tedesche intorno ai 9mila).
La resistenza delle truppe germaniche fu così tenace che la liberazione di Parigi avvenne soltanto tre mesi più tardi (25 agosto).

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