16/06/1979 Francesco Maria Cecchin venne barbaramente assassinato

Dopo 42 anni ancora non è stata fatta giustizia.

Il suo nome era Francesco Maria Cecchin.
Aveva 17 anni, era un militante di destra e per questa ragione si scatenò su di lui l’odio rabbioso di un gruppo di coetanei.
Mentre passeggiava con un amico e la sorella per andare a cena fuori, Francesco, venne affiancato da una Fiat 850. Almeno due persone, secondo le testimonianze, sarebbero uscite dall’abitacolo e avrebbero iniziato ad inseguire il 17enne, che si rifugiò all’interno del palazzo di via Montebuono, dove abitava un suo amico.
E lì, sotto un muro alto circa cinque metri, che Cecchin venne ritrovato privo di sensi nei giardini di Piazza Vescovio,
Dopo 18 giorni di agonia, si spense in un letto d’ospedale.
Fino al giorno del decesso, la polizia non svolse alcuna indagine.
Un fatto che contribuì a far perdere le tracce degli assassini.
Una sentenza del Tribunale di Roma del 23 gennaio 1981 stabilì che fu omicidio volontario ma non ci furono colpevoli per assenza di prove.
Oggi a fare chiarezza su quello che accadde quella sera di maggio del ’79 c’è un libro che si intitola «Una morte scomoda: l’omicidio di Francesco Cecchin» scritto da Federico Gennaccari e presentato ieri nei giardini di Piazza Vescovio, a pochi metri da quel condominio, proprio quei giardini che nel 2011, non senza polemiche da parte della sinistra, furono intitolati al giovane missino. «In quegli anni – denuncia Maurizio Gasparri, all’epoca dell’omicidio segretario provinciale del Fronte della Gioventù, intervenendo alla presentazione del libro – è innegabile che ci sia stato un uso politico della giustizia, con arresti di avvocati, intimidazioni e la mancata individuazione dei responsabili degli omicidi. Sono tanti – ha ricordato – i fascicoli ancora aperti […] Noi sappiamo chi sono i colpevoli, – conclude – vorremmo che anche l’Italia lo sapesse, perché non ci sia solo il nome di Francesco Cecchin tra le vittime del terrorismo, ma anche quelli di chi lo ha ucciso nell’elenco degli assassini».

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