Il politically correct ha ucciso gli “Angels”

Il colosso di lingerie americano “Victoria’s Secret” si adegua al mainstream

Fondato nel 1977 da Roy e Gaye Raymond, con un sottile e sottinteso riferimento alla bacchettona regina Vittoria, “VIctoria’s secret” ha deciso di piegarsi alle mode del tempo mandando in pensione i suoi famosi “Angels” impersonati per anni le super top model più incantevoli della Terra – per sostituirle con sette signore e signorine più o meno famose scelte non per le loro “curve” ma per i loro meritati traguardi.
«Dobbiamo smetterla di essere quello che vogliono gli uomini», pare abbia affermato Martin Waters, CEO di Victoria’s Secret.
In un’intervista rilasciata al New York Times spiega meglio: «Quando il mondo si stava evolvendo, noi siamo stati troppo lenti nel rispondere…»  
Ecco allora che secondo la “ridefinizione del sexy” finiscono per indossare l’underwear più ambito dalla donne Megan Rapinoe, calciatrice trentacinquenne e (ovviamente) attivista della parità di genere, Eileen Gu, adolescente sciatrice freestyle cino-americana, Paloma Elsesser, modella quasi trentenne che vanta il primato di essere apparsa su Vogue in una taglia 50 e Priyanka Chopra Jonas, attrice indiana e investitrice nel settore tecnologico.
Niente più  quindi «The perfect body» come nella vecchia campagna che potremmo ormai considerare obsoleta ma «What Women Want».

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