TAR Lazio contro Report (Rai3)

Deve rivelare le sue fonti per il principio di trasparenza.

Una sentenza del TAR Lazio ha dato ragione a un avvocato milanese citato in un’inchiesta della trasmissione Report su Rai3 condotta da Sigfrido Ranucci andata in onda lo scorso ottobre sul tema degli appalti.
Per il TAR, l’avvocato potrà avere accesso agli atti in possesso e utilizzati dalla trasmissione per il suo reportage poiché la RAI, essendo stata equiparata a tutti gli effetti a un organismo della Pubblica Amministrazione, deve sottostare al principio di trasparenza.
La redazione di Report è fermamente decisa a non volere rivelare le loro fonti e la direzione di Rai3 afferma che questo «è un precedente gravissimo, un attacco all’indipendenza e all’autonomia dell’informazione». Sullo stesso piano Ranucci che ha commentato: «Sentenza gravissima che viola la Costituzione e la libertà di stampa».
La sentenza del TAR del Lazio in realtà è chiara: non mette in discussione la segretezza delle fonti ma è tesa a garantire la trasparenza del servizio pubblico.
La RAI ha annunciato il ricorso al Consiglio di Stato.
Report dopo il sostegno morale incassato dal PD, Movimento 5 Stelle, Federazione della Stampa e Usigrai si sente in una botte di ferro.
Il capogruppo della Lega in Vigilanza RaiMassimo Capitanio, si è invece opposto alla posizione assunta dall’azienda nei confronti del TAR e accusando la RAI e la redazione del programma di “stucchevole vittimismo”

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