La mamma degli streamer molesti è sempre fertile

La follia degli streamers invadenti nei locali

È la nuova occupazione degli “under20”: infastidire il più possibile gli avventori di un bar alimentati dalla forza delle legioni di follone con le dirette IRL (acronimo per “in real life”) che vanno in streaming sulla piattaforma Twitch Italia – e spesso vengono poi ripostate anche su TikTok e Youtube – dove alcuni personaggi, in cambio di donazioni da parte dei loro follower e di proventi delle pubblicità visualizzate sul loro canale, si prestano a portare scompiglio nei locali di varie città italiane. Il caso più recente è quello del Crazy Cat Cafè di Milano, un’oasi di tranquillità dove sui divanetti e tra i tavoli della caffetteria si aggirano o riposano ben nove gatti che tutti possono coccolare che mercoledì scorso è stato invaso da uno streamer che armato di smartphone e cassa Bluetooth, ha fatto il suo show interloquendo con i suoi follower sboccati e suscitando le proteste prima di una cliente del locale e poi della proprietaria. Queste reazioni negative hanno scatenato poi il mobbing da parte dei follower che hanno iniziato fare scherzi telefonici alla caffetteria, cercando poi di distruggerne la reputazione su Tripadvisor con il cosiddetto “review bombing“, ovvero il bombardamento di recensioni negative! Pochi giorni prima era successo in tre bar di Ravenna dove, i follower facevano recitare alla voce elettronica frasi «Ma ti rendi conto? Sono in un bar pieno di vecchi puzzolenti». E lo streamer di fronte alle rimostranze del titolare «Eh, ma non posso spegnerlo, io sto lavorando!». L’imprevedibilità di ciò che può succedere nelle dirette è piuttosto alta e lo streamer in fondo mette in gioco sé stesso. A poco conta che l’attuale regolamento di Twitch prescriva che le attività moleste ai danni di terzi possono portare alla sospensione del canale: per gli streamer avidi di donazioni e pubblicità, il gioco vale la candela e il rischio di reazioni aggressive da parte di qualche cliente infastidito mette adrenalina. Poi non sempre tutto va liscio: nel 2018 Jammal Harraz, uno youtuber americano, in una diretta video durante una festa della Washington University pensò di riprodurre un messaggio che annunciava la presenza di una bomba, seguita da un conto alla rovescia. È stato arrestato e processato. Non bisogna però fare di tutti gli streamer un fascio. Homyatol nelle sue IRL quando va in un locale chiede se sia un problema che sia in live. Un format un po’ ripetitivo e limitato che si svolge sempre in tre atti: l’offesa, la reazione scandalizzata e la cacciata rituale dal locale

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