Vittorio Sgarbi: aperta un’altra indagine contro il critico d’arte

Secondo la Procura, Sgarbi avrebbe venduto una tela del ‘600 senza licenza.

Vittorio Sgarbi è indagato dalla Procura di Siracusa per la vendita senza licenza del ‘Concerto con bevitore’, un’opera risalente al ‘600. Il dipinto, secondo le prime fonti, ha un valore di 5 milioni di euro. Il quadro, del pittore Valentin de Boulogne, è stato ritrovato in un appartamento nel Principato di Monaco. Secondo gli inquirenti Sgarbi avrebbe provato a vendere la preziosa tela del ‘600 del pittore Valentin de Boulogne pur non essendo in possesso dell’attestato di libera circolazione o licenza di esportazione. Per esportare all’estero opere d’arte, infatti, bisogna essere in possesso di questo attestato. Al momento risultano indagate dalla Procura di Siracusa cinque persone le cui accuse vanno, appunto, dall’esportazione illecita al reato transnazionale in concorso. Sgarbi risulterebbe essere uno dei proprietari del quadro. L’opera sarebbe stata prelevata proprio dalla casa del critico d’arte a Ro Ferrarese e quindi consegnato a Montecarlo a una signora di Cagliari. Proprio questa donna avrebbe avuto il compito di piazzarla sul mercato internazionale. Quando Sgarbi è venuto a conoscenza del sequestro del quadro, ha fatto subito ricorso al tribunale del Riesame. L’udienza è fissata a luglio. Le indagini sul “Concerto del bevitore” sono collegate a un’altra inchiesta per la quale Sgarbi rischia il processo. Il critico d’arte è accusato di avere certificato come autentiche 32 opere di Gino De Domicinis pur sapendo che si trattava di falsi. Per Sgarbi l’inchiesta è “una totale invenzione. La mia posizione precisa è che si tratta di capolavori di De Dominicis e li autentico come mi pare. L’argomento non esiste. Il collezionista che le ha comprate è straordinario, di falsi non ce n’è neanche uno. In ogni caso io ho fatto delle perizie per opere che ritengo vere”.

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