Bologna, verso il “Rivolta Pride”: pedate fucsia sui volti del Papa e dei leader della destra

“Vogliamo abbattere il binarismo imposto e l’eterocisnorma; questo significa lottare per la salute universale. Pretendiamo il reddito di riparazione per la violenza e le ingiustizie che siamo abituat* a contrastare quotidianamente”, spiegano le attiviste.

Un telo di plastica nero con le foto di Giorgia Meloni, Matteo Salvini, Donald Trump, Recep Erdogan, Simone Pillon e Mario Adinolfi, ma anche quella di Papa Francesco, calpestate a piedi nudi lasciando impronte di vernice fucsia. La performance ha caratterizzato questa mattina la conferenza stampa di “Rivolta Pride” per lanciare la settimana transfemminista, che culminerà nella manifestazione di sabato prossimo. “Numerosissime realtà sul territorio bolognese insieme hanno deciso di prendere parola verso un Pride unitario e una giornata di lotta transnazionale“, spiegano le attiviste. “Da oggi fino al 3 luglio – proseguono – invaderemo lo spazio pubblico con i nostri corpi, la nostra rabbia e la nostra gioia contro i continui attacchi misogini e omolesbobitransfobici. Tali attacchi hanno una dimensione transnazionale: l’uscita dalla convenzione di Istanbul voluta da Erdogan ha come base la stessa retorica degli attacchi alla legge Zan in Italia. Questi attacchi familisti e ultraconservatori, di fatto,  legittimano la violenza che subiamo quotidianamente e sono la reazione eterocispatriarcale alla nostra rivendicazione di autodeterminazione. Solo qualche giorno fa abbiamo assistito all’ennesimo attacco nei confronti delle persone LGBT*QIA+ da parte della Chiesa Cattolica, che, impugnando il concordato, ha provato a ostacolare il DDL Zan […] Se in Italia il governo risponde con gli Stati Generali della Natalità, dove il primo ministro sfila davanti al Papa additando le donne di rifiutarsi di accogliere il dono della maternità per questioni individualistiche, noi rispondiamo con gli Stati GENDERali!” Infine concludono: “Abbattere il binarismo imposto e l’eterocisnorma significa lottare per la salute universale, contro l’esclusione economica e sociale, spesso più gravi per persone migranti e per persone con disabilità, per le lavoratrici e lavoratori sessuali e per quelle persone che più stanno pagando il prezzo dell’aumento di povertà ai tempi del Covid: vogliamo il reddito di autodeterminazione, vogliamo il reddito di riparazione per la violenza e le ingiustizie che siamo abituat* a contrastare quotidianamente […] Non vogliamo tornare alla normalità perché era il problema, perché rappresenta la matrice comune della violenza sistemica che ci colpisce tutt*. Ne abbiamo abbastanza! Per tutto questo Bologna dal 26 giugno al 3 luglio è transfemminista e transnazionale!”

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