Quando Zaha del Crystal Palace rifiutò di inginocchiarsi: “Io non mi inginocchierò e non indosserò una maglietta con la scritta Black Lives Matter”

L’episodio risale a marzo scorso, prima della sfida di Premier League Crystal Palace-West Bromwich Albion.
Selhurst Park, Londra. Crystal Palace e West Bromwich Albion sono in campo, pronte a darsi battaglia. Prima, però, c’è da seguire il consueto rituale della Premier League: tutti inginocchiati a terra per dire di no al razzismo, come ormai consuetudine in Inghilterra. Tutti tranne uno: Wilfried Zaha. L’ex attaccante del Manchester United, al contrario di compagni e avversari, non si inginocchia. Anzi: rimane in piedi, immobile, aspettando senza battere ciglio il fischio d’inizio del direttore di gara Simon Hooper. Fu il primo giocatore della Premier League a farlo. “Secondo me inginocchiarmi è degradante, perché i miei genitori mi hanno sempre detto di essere orgoglioso di essere nero. Dovremmo rimanere in piedi, non inginocchiarci. È una cosa che facciamo sempre prima delle partite, ma la facciamo così, giusto per farla, e per me non è sufficiente. Io non mi inginocchierò e non indosserò una maglietta con la scritta Black Lives Matter. Si cerca di dire che siamo tutti uguali, ma la verità è che ci stiamo isolando con queste cose, che secondo me non stanno nemmeno funzionando. Questa è la mia posizione“, aveva dichiarato il calciatore di origine ivoriana un mese prima della partita con il Crystal Palace durante un convegno organizzato dal Financial Times.

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