Orlando Merenda: la Procura scarta l’omofobia e il bullismo

Si indaga per istigazione al suicidio in ambito di ricatti sessuali

Non si dirada la nebbia sui motivi che hanno portato il neo diciottenne Orlando Merenda a decidere di togliersi la vita, domenica scorsa, sotto un treno, a soli 18 anni. La Procura si concentra su confidenze rilasciate agli amici e a una docente. Sono state però escluse le ipotesi di bullismo e omofobia inizialmente prese in considerazione per comprendere cosa fosse successo. Orlando con la maggior età (compiuta da un mese) aveva scelto di fare un passo importante nell’affermare la sua omosessualità, ma, secondo alcuni amici, non avrebbe ricevuto comprensione da parte di tutti. Soprattutto, aveva paura di qualcuno e sarebbe finito in una situazione più grande di lui da cui voleva fuggire. Incontri con adulti che potrebbero aver approfittato di lui quando era ancora minorenne. Dalle chat e dal telefono potrebbero emergere ulteriori elementi per avvalorare l’ipotesi di “istigazione al suicidio“. L’indagine della pm Antonella Barbera sembra aver iniziato a seguire l’ipotesi di un ricatto “a sfondo sessuale” sebbene per ora nessuno si sbilancia.

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