Migranti, naufragio al largo di Lampedusa: 7 morti e 9 dispersi

Fra le sette salme ci sono quelle di quattro donne, una delle quali in avanzato stato di gravidanza. Il sindaco: “Draghi non può continuare a rimanere in silenzio”.

Sette migranti sono morti nel naufragio di un barcone avvenuto a circa 5 miglia da Lampedusa. Fra questi ci sono quattro donne, una delle quali in avanzato stato di gravidanza. L’imbarcazione sulla quale viaggiavano si sarebbe all’improvviso ribaltata e molti sono finiti in mare. I soccorritori hanno recuperato 46 superstiti che verranno portati all’hotspot di contrada Imbriacola. Sia i sopravvissuti che le salme sono già state portate a molo Favarolo. Stando alle testimonianze raccolte, tra i superstiti ci sarebbero ancora altri 9 dispersi. Potrebbero essere per la maggior parte bambini. Secondo quanto affermato dalla Guardia Costiera, “il barcone si è capovolto prima dei soccorsi“. È stato aperto un fascicolo d’inchiesta, a carico di ignoti, per naufragio, dalla Procura di Agrigento. A coordinarlo, in queste primissime battute, è il procuratore capo Luigi Patronaggio. “Alla vista delle motovedette della Guardia costiera, i migranti presenti sul barcone si sono sbilanciati – ha detto Patronaggio, ricostruendo per grandi linee la tragedia -. Tanti sono finiti in mare o perché mal distribuiti sul barcone o perché hanno perso l’equilibrio. Sulle salme verrà eseguito un esame esterno direttamente a Lampedusa. E poi decideremo se disporre o meno autopsia“. Il sindaco di Lampedusa e Linosa, Totò Martello: “Non si vuole prendere coscienza di quello che succede nel Mediterraneo, non vale a nulla la solidarietà che, adesso, ci arriverà. Perché la solidarietà deve essere vera e concreta“. Poi aggiunge: “Draghi non può continuare a rimanere in silenzio. Sono passati 15 giorni, se non di più, da quando ho chiesto d’essere convocato per discutere di quello che avviene nel Mediterraneo. Ed essendo presente sul territorio, potrei sicuramente portare una visuale diversa sul fenomeno“.

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