La sai l’ultima su Michela Murgia?

«La penso come Hamas»

Michela Murgia, a suo sentire, scrittrice, critica letteraria, influencer e opinionista tv, esperta su qualsiasi argomento dello scibile sovrumano è riuscita nell’impresa di avere sempre un’opinione per poter arrivare nelle prime pagine. C’è chi la definisce la «showgirl dell’assurdo». Dopo aver superato lo choc per la visione della divisa indossata dal generale Francesco Paolo Figliuolo dal 1º marzo 2021 commissario straordinario per l’attuazione e il coordinamento delle misure occorrenti per il contenimento e contrasto dell’emergenza epidemiologica COVID-19 e in una storia di Instagram ha pubblicato uno screenshot (poi misteriosamente scomparso) di una vecchia chat su Whatsapp con un interlocutore misterioso che le chiedeva un’opinione sul conflitto tra israeliani e palestinesi «[…] so che è una domanda complicata, ma puoi anche non rispondere subito...» Un argomento semplice semplice che va avanti da appena ottant’anni e non richiede alcun tipo di delicatezza e di apertura mentale. «Non è affatto complicato – risponde la scrittrice sardaLa penso come Hamas!». E poi conclude «pulire le cartelle delle immagini e trovare vecchi screenshot di cui andare ancora fieri». Un movimento che non solo Israele ma l’Unione Europea, Stati Uniti, Canada e Giappone, identificano come organizzazione terroristica che ha innegabilmente una matrice fondamentalista islamica nient’affatto amica dei diritti delle donne, degli omosessuali e in generale delle altre culture. Hamas, insomma, sconfessa in toto tutto ciò che la Murgia predica 364 giorni all’anno. A questo punto siamo in attesa della prossima trovata “murgesca”.

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