Malika e la “beneficenza” con la raccolta fondi: “Mi sono comprata una bella Mercedes”

La giovane toscana era finita sui giornali nei mesi scorsi perché è stata cacciata di casa dalla famiglia in quanto lesbica. Una vicenda che ha fatto da rompighiaccio al ddl Zan.

Malika Chalhy, la ragazza di Castelfiorentino finita sui giornali nei mesi scorsi perché è stata cacciata di casa dalla famiglia in quanto lesbica (vicenda che ha fatto da rompighiaccio al ddl Zan), finisce nei guai per come ha speso i soldi delle raccolte fondi a lei intestate: si è comprata una bella Mercedes. “Ho 22 anni e volevo togliermi uno sfizio (17mila euro, alla faccia dello sfizio…), mi sono comprata una bella macchina, potevo comprarmi un’utilitaria e non l’ho fatto”, ha dichiarato in un’intervista rilasciata a Selvaggia Lucarelli su The Post Internazionale. La ragazza era stata taggata in un post su Instagram da Gaia, sorella di Tommaso Zorzi, opinionista e influencer gay e ovviamente pro ddl Zan. Nei giorni scorsi aveva poi sostenuto che l’auto fosse della sua fidanzata. Poi con Tpi ha ritrattato e si è scusata: “Sì ho detto una bugia. Mi scuso. Mi è stato chiesto ed ero sotto pressione. Se ho mentito sulla macchina è perché mi hanno chiusa, messo in uno sgabuzzino”. Comunque sia, nell’intervista la giovane ha dovuto rispondere su ben due raccolte fondi fatte per lei su Gofundmeper aiutarla a ricostruirsi una vita” dalla cugina Yasmine Atil: una ha raccolto 140mila euro, l’altra (aperta da Carlo Tumino, genitore gay) che ha ottenuto 11.500 euro e la destinataria è sempre la cugina di Malika. Soldi in teoria destinati ad aiutare la giovane con i suoi problemi finanziari e per “pagare avvocato e supporto psicologico“. In varie interviste aveva inoltre promesso di donare il surplus in beneficenza (che però ancora non si è vista). “Io prima dell’accaduto prendevo 700 euro per il mio lavoro in fabbrica, ero in cassa integrazione da gennaio e aiutavo miei con un finanziamento. Adesso ho avuto delle spese per la macchina, per il dentista… del resto non è che ho i genitori pronti alle spalle“, frigna Malika. Dunque la ragazza ha un lavoro e una macchina, oltre ad una fidanzata benestante. Serviva davvero una raccolta fondi? Ma, soprattutto, le serviva una Mercedes per essere definitivamente libera (come dichiarato dal suo agente)?

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